Aggiornato al: 10/07/2025
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Grazie alla tecnologia di Qarnot, il recupero di energia termica avviene a 65 °C, subito utilizzabile per riscaldare gli edifici
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A regime saranno prodotti 16 GWh l’anno di calore pulito, in grado di soddisfare il fabbisogno termico di circa 1.350 appartamenti
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3.500 tonnellate di CO2 all’anno evitate, equivalenti all’anidride carbonica assorbita da 22.000 alberi

Dopo cinquant’anni dall’esser divenuta la prima città italiana dotata di un’infrastruttura di teleriscaldamento, Brescia si conferma laboratorio della transizione ecologica. Il 25 giugno, A2A ha inaugurato presso la centrale di Lamarmora un data center progettato dalla società francese Qarnot che, grazie a un avanzato sistema di raffreddamento a liquido, consente di recuperare calore a temperature elevate da immettere direttamente nella rete di teleriscaldamento cittadina per portare calore agli edifici.
Il progetto rappresenta una delle prime applicazioni italiane per il recupero di calore dai data center, e la prima in una rete urbana. L’iniziativa risponde a una delle principali sfide energetiche globali: trasformare il calore di scarto prodotto dalle infrastrutture digitali ad alto consumo energetico in una risorsa utile per alimentare il riscaldamento delle città. A pieno regime, il sistema sarà in grado di coprire il fabbisogno termico di oltre 1.350 appartamenti e di evitare l’emissione di 3.500 tonnellate di CO₂ all’anno.
L’esercizio di un data center genera ingenti quantità di calore. Nel caso di quello di Lamarmora, le 30 unità computazionali QBx installate al suo interno, producono circa 800 MWh di energia termica all’anno. Grazie al raffreddamento a liquido, il calore prodotto viene recuperato fino a una temperatura di 65 °C, rendendolo immediatamente disponibile per la rete di teleriscaldamento cittadina tramite appositi scambiatori di calore. In alternativa, il raffreddamento ad aria, consente il recupero del calore intorno ai 30 °C, richiedendo quindi di un’integrazione termica attraverso pompe di calore.
Prosegue così il percorso avviato da A2A per rendere il teleriscaldamento sempre più sostenibile. L’azienda sta puntando su un sistema integrato di recupero e valorizzazione del calore decarbonizzato disponibile sul territorio. Tra le fonti già attive figurano il calore prodotto dal termovalorizzatore e dai suoi fumi, quello proveniente da impianti industriali come le acciaierie Alfa Acciai e Ori Martin, e l’impiego di accumuli termici per lo stoccaggio dell’acqua calda.

Con oltre 684 chilometri di condotte, 22mila clienti allacciati (l’equivalente di 180mila appartamenti) e più dell’80% del calore già generato da fonti non fossili, la rete di teleriscaldamento di Brescia si conferma tra le più avanzate e virtuose d’Europa. A rafforzare ulteriormente questo modello di energia circolare, si aggiunge ora il contributo del calore digitale generato dai data center.
Grazie a queste soluzioni A2A ha significativamente ridotto l’utilizzo di gas naturale: nel 2024, ben l’83% del calore distribuito nella città di Brescia è stato generato da fonti non fossili, una quota destinata ad aumentare nei prossimi anni.
Per Qarnot, l’iniziativa segna un’importante espansione a livello europeo: l’azienda francese mette a disposizione una piattaforma cloud ad alte prestazioni, intuitiva e pensata per ottimizzare le simulazioni numeriche (CAE – Computer-Aided Engineering) in vari settori strategici con un’infrastruttura a basse emissioni, progettata per ridurre al minimo l’impatto ambientale.
