Fiumi e pompe di calore, binomio perfetto

A Mannheim in funzione la più grande pompa di calore fluviale della Germania, a servizio del teleriscaldamento cittadino. In Italia, da mari e laghi un potenziale di 35 TWh.

In Europa, dove il teleriscaldamento è da anni al centro del percorso di sostenibilità, si assiste sempre più all’integrazione di grandi pompe di calore nelle reti, sia per l’ulteriore decarbonizzazione dei sistemi esistenti, sia nei nuovi progetti.

Particolarmente interessante l’esempio di Mannheim, città tedesca della regione del Baden Württemberg situata alla confluenza dei fiumi Reno e Necker, dove è stata installata una grande pompa di calore fluviale, lunga 18 metri e alta 5, a servizio della rete di teleriscaldamento esistente. L’impianto, con una potenza termica di 20 MW, consentirà di sfruttare le acque del fiume Reno e, una volta in esercizio, permetterà di riscaldare 3.500 abitazioni e al contempo di evitare l’emissione di 10 mila tonnellate di CO2 ogni anno.

Questo importante traguardo contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo dell’amministrazione comunale tedesca: avere un teleriscaldamento totalmente carbon zero entro il 2030 e di diventare una delle prime città a impatto climatico zero della Germania. Mannheim, grazie alle reti di calore che servono oltre il 60 per cento della popolazione, già ora evita ogni anno l’emissione in atmosfera di circa 300.000 tonnellate di CO2.

Un progetto, questo della pompa di calore fluviale, facilmente realizzabile in ogni Paese caratterizzato dalla presenza di fiumi di una certa dimensione o da laghi. Esattamente come l’Italia, per di più circondata quasi completamente anche dal mare, e dove la sinergia con le pompe di calore consentirebbe di sfruttare queste fonti a bassa temperatura per servire le reti del teleriscaldamento esistenti o permettere l’avvio di nuovi progetti. Una soluzione già delineata nello studio congiunto del Politecnico di Milano ed Elemens Valutazione del potenziale di diffusione del teleriscaldamento efficiente sul territorio nazionale. Rapporto 2023 Focus su sistemi di nuova generazione con fonti di calore di scarto e rinnovabile.

Il lavoro, promosso da AIRU e presentato in occasione del 41° congresso di Euroheat & Power, sottolinea, infatti, come il calore a bassa temperatura, recuperabile dalle acque di laghi e mare e sfruttabile per il teleriscaldamento attraverso l’utilizzo di pompe di calore, è pari a 35 TWh. In particolare, 26,7 TWh dal mare e 8,5 TWh dai bacini lacustri.

Dati che dimostrano, inoltre, come le reti di teleriscaldamento – se sostenute da politiche adeguate e meccanismi incentivanti – potrebbero facilmente svilupparsi in tutto il territorio nazionale, a beneficio della sostenibilità e della sicurezza energetica del Paese.