Teleriscaldamento a basse temperature? Si può… e si deve!

 Pubblicato lo studio IRENA che fornisce informazioni utili ai policy maker per facilitare l’uso di calore rinnovabile a bassa temperatura nelle reti di teleriscaldamento. Servono azioni coordinate e una prospettiva di lungo termine.

Il riscaldamento rappresenta oltre il 50 per cento dei consumi energetici finali globali. Domanda che in gran parte viene soddisfatta bruciando ancora combustibili fossili, con un conseguente peggioramento dell’inquinamento atmosferico.

Le nuove tecnologie, oltre ai miglioramenti nell’isolamento degli edifici, rendono oggi possibile l’utilizzo di calore rinnovabile a bassa temperatura per il teleriscaldamento. Geotermia a bassa temperatura, solare termico e calore di scarto: tutte fonti disponibili ampiamente in molte zone, eppure ancora solo in parte utilizzate.

IRENA, con lo studio Integrating Low-Temperature Renewables in District Energy Systems, ha inteso fornire ai decisori pubblici e ai responsabili politici proprio quelle informazioni utili per facilitare l’uso di fonti di calore rinnovabile a bassa temperatura nelle reti. Corredato da esempi di strumenti e soluzioni disponibili, il report – o meglio, una vera e propria guida completa per i policy makers – è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Aalborg, in Danimarca, nell’ambito dell’Energy Solutions for Cities of the Future e sotto l’egida della Global Geothermal Alliance.

IRENA invita le amministrazioni pubbliche a sviluppare piani strategici, a identificare le parti interessate, a elaborare scenari tecnici basati sulla domanda di riscaldamento con una mappatura delle risorse. Servono infatti azioni coordinate e con una prospettiva di lungo termine. Non solo; sono necessarie politiche locali e nazionali che favoriscano l’ammodernamento delle reti e le ristrutturazioni edilizie, promuovendo l’utilizzo delle energie rinnovabili disponibili localmente e, soprattutto, stabilendo condizioni normative favorevoli e facilitando l’accesso ai finanziamenti per gli operatori del settore.

|

“Lo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento – ha dichiarato Gurbuz Gonul, Direttore del Country Engagement and Partnerships (CEP) di IRENA – in particolare quelli compatibili con le risorse rinnovabili a bassa temperatura, è un modo per integrare più fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento. Tuttavia ciò richiede uno sforzo collaborativo da parte di tutte le parti interessate, per affrontare le sfide intrinseche”.

Le FER possono potenzialmente costituire fino al 77 per cento dell’energia fornita ai sistemi di teleriscaldamento entro il 2050, rispetto all’8 per cento nel 2017. A solo titolo di esempio, oltre il 25 per cento della popolazione dell’UE vive in aree adatte al teleriscaldamento geotermico.

 

Scarica il volume

https://irena.org/publications/2021/March/Integrating-low-temperature-renewables-in-district-energy-systems