Aggiornato al: 10/03/2021
Sfruttando il calore generato dai treni della Northern Line di Londra, la più antica linea metropolitana al mondo, si potranno riscaldare case, uffici e centri sportivi nel sobborgo di Islington.
Che l’uso del calore di scarto giochi un ruolo importante per la decarbonizzazione è risaputo; lo dimostrano i sempre più frequenti utilizzi messi in opera in molte città europee.

Un progetto innovativo, il primo in Europa nel suo genere, arriva ora da Londra dove sarà sfruttato il calore di scarto della metropolitana. In particolare, in un quartiere densamente popolato del sobborgo di Islington, Bunhill, l’aria calda creata dai treni e dai macchinari nella rete sotterranea sarà recuperata mediante una pompa di calore e utilizzata per riscaldare l’acqua della rete di teleriscaldamento esistente, la Bunhill Heat and Power Network (BHPN).
Realizzata nel 2012, la BHPN è una delle reti più innovative del Regno Unito e raggiunge più di 800 abitazioni. Ora, con questo nuovo progetto, denominato Bunhill 2, che prevede anche un nuovo Energy Center, il consiglio di Islington prevede di collegare altri 550 edifici, contribuendo così al raggiungimento dell’importante obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio del 40 per cento rispetto ai valori del 2005.

Finanziato tra gli altri da Greater London Authority (GLA), UK Power Networks e dal progetto europeo CELSIUS, Bunhill 2 ha trasformato una stazione della metropolitana di Londra dismessa da quasi 100 anni, nota come City Road, in un enorme impianto che aspira l’aria calda creata dai treni e dai macchinari della tube londinese. Dai tunnel sottostanti l’aria sale lungo il pozzo di ventilazione e viene quindi catturata da una pompa di calore ad ammoniaca da 1.000 kW, alla quale è stata abbassata la temperatura a 70 °C per aumentare l’efficienza del sistema. Inoltre, la ventola nel pozzetto di ventilazione può essere invertita in estate per fornire raffreddamento alla rete della metropolitana, rendendo i viaggi più confortevoli, mentre gli scambiatori di calore ottimizzano il circuito con un ritorno dell’acqua di riscaldamento a 55 °C e sulla mandata fino a 80 °C. La rete, pensata per collegare fino a 2.200 abitazioni, con l’uso del calore di scarto contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 di circa 500 tonnellate l’anno.
Questo innovativo progetto può essere replicato in qualsiasi grande città con una rete di teleriscaldamento, sfruttando il calore di scarto disponibile. La Greater London Authority (GLA) stima che solo a Londra con il calore di scarto si potrebbe soddisfare il 38 per cento della domanda di riscaldamento della città. Non solo; sviluppando le reti di teleriscaldamento esistenti si potrebbe arrivare a soddisfare il 63 per cento della domanda entro il 2050.

