Grazie al teleriscaldamento, l’aria di Torino è sempre più leggera

Esempio di sostenibilità ed efficienza energetica, il nuovo impianto di Mirafiori Nord (Torino) consentirà di evitare l’emissione in atmosfera di 8.000 tonnellate di CO2 ogni anno

È la città più teleriscaldata d’Italia e proprio grazie a questa tecnologia sono stati raggiunti importanti traguardi nel contenimento delle emissioni inquinanti originate dal riscaldamento degli edifici. Risultati che hanno spinto l’amministrazione del capoluogo sabaudo, nel Piano d’Azione Torino 2030, a puntare su un ulteriore sviluppo delle reti di calore, per rendere la città sempre più sostenibile.

L’estensione del teleriscaldamento è anche al centro del Piano industriale al 2030 del Gruppo Iren, la multiutility che gestisce la rete di Torino, che ha destinato a questo scopo 835 milioni di euro, di cui 610 milioni per l’area metropolitana. Interventi che prevedono lo sviluppo di nuovi impianti di accumulo termico, così da massimizzare lo sfruttamento del calore prodotto, e che consentiranno inoltre di aumentare le volumetrie teleriscaldate di circa 13 milioni di metri cubi, realizzare altri 156 km di rete e rimodernarne 13 già esistenti.

In questo importante Piano di sviluppo rientra anche il nuovo impianto di accumulo di calore inaugurato a Mirafiori Nord, nel sito precedentemente occupato dalla vecchia centrale termoelettrica.

Torino Impianti termoelettrici TLR Politecnico

Costato 46 milioni di euro (10 per l’impianto e 36 per la rete), prevede un sistema di accumulo di calore composto da tre serbatoi, con un volume complessivo di circa 2.500 metri cubi, una stazione di pompaggio composta da tre elettropompe, un sistema solare termico con una potenza nominale pari a 411 kW interconnesso al sistema con uno scambiatore di calore e un impianto fotovoltaico – installato sulla copertura dell’edificio – con potenza nominale pari a 45 kW connesso alla rete elettrica di distribuzione in media tensione per alimentare le utenze dell’impianto stesso.

Grazie all’integrazione dei sistemi di accumulo con quelli di generazione rinnovabile, Mirafiori Nord è un esempio di sostenibilità ed efficienza, oltre a permettere di evitare ogni anno l’emissione di 8.000 tonnellate di CO2. In un sistema di teleriscaldamento, infatti, gli accumulatori immagazzinano il calore prodotto in cogenerazione quando la richiesta è bassa per rilasciarlo nei momenti di picco, raggiungendo i massimi di livelli di efficienza energetica e minimizzando le emissioni.

“Gli investimenti dedicati all’estensione della rete di teleriscaldamento – ha dichiarato Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato di Iren – massimizzeranno l’utilizzo del calore prodotto in cogenerazione, riducendo così le emissioni di CO2, aumentando il risparmio energetico e migliorando la qualità dell’aria nell’area metropolitana di Torino”. Proprio per sostenere lo sviluppo del teleriscaldamento del capoluogo piemontese, Iren ha inoltre sottoscritto con il Council of Europe Development Bank (CEB) un Public Finance Facility (PFF) che prevede un finanziamento di 80 milioni di euro. Il CEB è la più antica banca multilaterale di sviluppo europea e contribuisce alla realizzazione di progetti ad alto impatto sociale nei suoi Stati membri, con un focus particolare sui progetti per la sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici.