Usare il calore di scarto della rete metropolitana? Con il teleriscaldamento si può!

A Varsavia siglato un partenariato pubblico-privato per un progetto che prevede di riutilizzare il calore in eccesso della metropolitana della capitale polacca per il riscaldamento degli edifici.

Il calore in eccesso è la più grande fonte di energia non sfruttata al mondo. Guardando solo ai Paesi UE e al Regno Unito, ogni anno potrebbero essere utilizzati circa 2.860 TWh di calore di scarto. È una fonte, infatti, che si può trovare in ogni città, dove industrie, data center, impianti di trattamento rifiuti e di depurazione, e molte altre attività producono ogni giorno calore in eccesso durante i loro processi lavorativi.

Come sfruttarlo? Semplice, con il teleriscaldamento! Un nuovo interessante progetto arriva ora da Varsavia, città che figura tra quelle partecipanti alla mission UE “100 climate-neutral and smart cities by 2030” e che ha una capillare rete di teleriscaldamento lunga oltre 1.800 chilometri. Nella capitale polacca è stato infatti sottoscritto un partenariato pubblico-privato per esplorare la possibilità di utilizzare il calore in eccesso della metropolitana proprio nella rete cittadina.

Michał Olszewski, Deputy Mayor of the City of Warsaw signing the MoU
©Danfoss

I partner del progetto, tra i quali figurano Danfoss, il Comune di Varsavia, l’Ambasciata danese in Polonia e Metro Warszawskie, utilizzeranno i fondi del Green Accelerator Program della Danimarca per realizzare uno studio di fattibilità.

“La partnership – ha dichiarato Adam Jędrzejczak, Presidente della Regione Est Europa di Danfoss – è una grande dimostrazione di ciò che si può ottenere quando le organizzazioni lavorano insieme, e il memorandum d’intesa è un primo importante passo per riutilizzare le vaste quantità di calore in eccesso disponibili a Varsavia”.

Secondo gli studi di Danfoss, ammonta a ben 62 GWh il calore in eccesso che ogni anno viene disperso dalle stazioni della metropolitana di Varsavia. Calore che, se utilizzato per il teleriscaldamento, potrebbe contribuire a riscaldare 14.000 abitazioni, consentendo inoltre di evitare ogni anno l’emissione di ben 42.000 tonnellate di CO2.

Adam Jedrzejczak, EER President giving speech at MoU signing
©Danfoss

“Invece di lasciare semplicemente che il calore si dissipi nel nulla – ha spiegato Adam Jędrzejczak – stiamo adottando misure attive per catturarlo e riutilizzarlo, aprendo la strada a un riscaldamento completamente decarbonizzato in città come Varsavia. E non è solo nel sistema metropolitano di Varsavia; esiste un vasto potenziale nel riutilizzo del calore proveniente da impianti di trattamento delle acque reflue, cluster industriali e data center nelle principali città di tutta Europa”.

Varsavia può quindi rappresentare un esempio per molte altre città europee, che grazie al teleriscaldamento potrebbero utilizzare in modo efficiente le diverse fonti di calore in eccesso e contribuire così alla decarbonizzazione dei centri urbani e alla transizione energetica. Il riscaldamento degli edifici rappresenta infatti in Europa il 79 per cento del consumo finale di energia nel settore residenziale, la maggior parte del quale ancora generato da fonti fossili.