Teleriscaldamento: Legge di bilancio 2021 e Superbonus un’occasione persa per il nostro Paese

Aggiornato al: 23/12/2020

Legge di bilancio 2021 e mancato rimedio all’incompiuta inclusione del teleriscaldamento nella norma sul Superbonus: un’occasione persa di risposta ai problemi di qualità dell’aria nel nostro Paese

In Italia esiste il potenziale per quadruplicare il Teleriscaldamento, con conseguenti indubbi vantaggi per l’ambiente e per l’economia, ma l’attuale norma sul Superbonus continua ad incentivare le fonti fossili: AIRU proseguirà a chiedere una piena inclusione del TLR nella norma.

(ROMA, 21 dicembre 2020) – C’era la possibilità di porre rimedio alla distorsione presente tra gli interventi che possono usufruire del cosiddetto superbonus tramite la legge di Bilancio, ma tale possibilità non è stata colta. “Lo spirito delle politiche comunitarie – dichiara il presidente di Airu, Lorenzo Spadoni – sulla sostenibilità non è stato colto e così le opportunità offerte da tutte le fonti di calore disponibili sul territorio, incluse le rinnovabili, che proprio attraverso le reti di teleriscaldamento possono essere recuperate e adeguatamente valorizzate, non sono state intercettate.

Ci stiamo ponendo obiettivi di decarbonizzazione dell’economia sempre più ambiziosi – osserva Spadoni – ma le misure normative che vengono adottate risultano contradditorie e non in linea con questi obiettivi. La mancata correzione in sede di legge di Bilancio della norma sul Superbonus è particolarmente penalizzante per il teleriscaldamento ed ostacola la maggiore diffusione di una soluzione efficace, di provata efficacia nel contrastare le emissioni di anidride carbonica e l’inquinamento atmosferico, specie nelle zone densamente popolate del Paese. Da più parti viene rimproverato all’Italia di non mettere in pratica misure strutturali – continua Spadoni – il teleriscaldamento può essere proprio una di quelle misure strutturali di cui abbiamo bisogno, da cui può arrivare un contributo importante, ma, diversamente da quanto accade in tutto il resto d’Europa, non viene sostenuto ed anzi viene contrastato”.

Un recente studio congiunto del Politecnico di Milano e del Politecnico di Torino identifica un potenziale di crescita del teleriscaldamento del 400%, che, se sfruttato, consentirebbe di ridurre di oltre 5 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 del nostro Paese e di ridurre l’inquinamento delle nostre città: sarebbe come eliminare dalla circolazione oltre 4 milioni di automobili.

Dispiace constatare la mancanza di volontà delle nostre Istituzioni di utilizzare questo potenziale enorme di energia, che potrebbe dare una grossa mano sia all’ambiente che allo sviluppo del Paese, riuscendo così a rispondere contemporaneamente alle due grandi sfide del nostro tempo: i cambiamenti climatici e la crisi economica innescata dall’emergenza coronavirus.

Secondo Spadoni “E’ necessario sostenere il teleriscaldamento e mantenere una forma di coerenza forte che tenga nella giusta considerazione il teleriscaldamento pensando anche alla linea tracciata dall’Europa con il Recovery plan”.

Il teleriscaldamento è uno dei vettori fondamentali per la transizione verde, che è ormai la strada indicata con decisione anche dall’Unione europea. Per questo motivo, oggi più che mai, è necessario comprenderne l’importanza e supportarne la centralità nel percorso verso la decarbonizzazione intrapreso dal nostro Paese.

“Il teleriscaldamento – osserva infine Spadoni – è una tecnologia sperimentata e flessibile, immediatamente disponibile per accompagnare la transizione energetica delle nostre città”

 

 

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