Teleriscaldamento fonte di calore rinnovabile

Spadoni: “Mettiamo a terra tutto il potenziale del teleriscaldamento”

Aggiornato al: 20/01/2021

Intervistato da Radio24, il presidente di AIRU, ribadisce l’importanza del teleriscaldamento efficiente nel percorso verso la decarbonizzazione.

Il tema, se vogliamo per una volta tralasciare il Covid, è certamente tra i più importanti e attuali: sostenibilità ambientale e decarbonizzazione. Di questo si è parlato durante “Darwin, l’evoluzione della scienza”, la trasmissione di Chiara Albicocco e Federico Pedrocchi in onda ogni lunedì su Radio24.

Intervistato dai conduttori, il presidente di AIRU – Associazione Italiana Riscaldamento Urbano, Lorenzo Spadoni, ha voluto sottolineare ancora una volta le potenzialità del teleriscaldamento efficiente e, contestualmente, rilevare l’incoerenza delle scelte politiche in tema di transizione energetica.

“Oggi le reti di teleriscaldamento in Italia distribuiscono 9 TWh di calore, riscaldando più di un milione di appartamenti. Ma c’è un potenziale che si potrebbe mettere a terra pari a 4 volte l’attuale dimensione. Uno studio congiunto dei Politecnici di Milano e Torino ci dice che il teleriscaldamento potrebbe crescere del 400 per cento, aiutando a tagliare oltre 5 milioni di tonnellate di CO2”.

“Come associazione – ha continuato Spadoni – abbiamo promosso questo studio proprio per dare un contributo scientifico e qualificato alla discussione riguardo a come il nostro Paese può cogliere gli obiettivi legati alla transizione energetica. Ma alla base c’è soprattutto la necessità di una politica coerente e stabile riguardo il discorso degli incentivi e, in generale, delle politiche energetiche. Non dobbiamo dare segnali contradditori, come con la recente normativa del Superbonus; meccanismo dal quale il teleriscaldamento è stato totalmente escluso”.

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Così, mentre nel nord Europa questo sistema è sempre più diffuso, in Italia copre circa il 3 per cento della domanda termica, con 300 reti situate principalmente nelle regioni settentrionali del Paese. Una tecnologia già pronta che potrebbe invece contribuire fin da subito al miglioramento dell’aria dei nostri centri urbani. “Il teleriscaldamento – conclude Lorenzo Spadoni – è estremamente flessibile e può rispondere alle esigenze di una piccola comunità come di una grande città. Ma è proprio nelle grandi città che può dare i maggiori benefici in termini ambientali, perché va a sostituire le caldaie dei singoli edifici e ne evita le emissioni all’interno delle aree urbane; un problema molto forte, soprattutto nelle zone settentrionali e nel bacino padano”.

Le fonti da cui attingere calore sono molte: da quelle rinnovabili come la geotermia o il solare termico, al recupero di quello derivante da processi produttivi, industrie, installazioni terziarie, data center e ovunque venga prodotto calore come sottoprodotto di una lavorazione principale. Quello che manca è una visione politica scevra da ideologie.

 

Per riascoltare l’intervista

https://www.radio24.ilsole24ore.com/podcast-originali/darwin/podcast/teleriscaldamento–tigri-d-alta-quota-084450-AD8qhAEB