Spadoni: “Le politiche siano coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione”

Aggiornato al: 04/12/2020

Presente alla XII Conferenza  Nazionale per l’Efficienza Energetica degli Amici della Terra, il Presidente di AIRU ha ribadito le potenzialità del teleriscaldamento in Italia e la necessità di un sostegno normativo stabile e duraturo per perseguire pragmaticamente gli obiettivi di decarbonizzazione.

Nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, presentato dal nostro Governo per traguardare i target di decarbonizzazione indicati dall’Europa, vengono stabiliti gli obiettivi nazionali al 2030 per efficienza energetica, fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni di CO2. Per ciò che concerne l’efficienza energetica, il PNIEC affida un ruolo strategico ai Certificati Bianchi seppure nello stesso documento si sottolinei l’opportunità “di mettere in atto una riforma profonda del meccanismo”. Non ci sono dubbi, infatti, sul ruolo svolto dai Certificati Bianchi per lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza, ma ormai dal 2015 lo strumento attraversa un periodo di crisi.

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In attesa del decreto MISE per i CB 2021-2024, il 1° luglio 2020 è stato emanato un decreto interministeriale che ha aggiornato la lista dei progetti ammissibili. Il provvedimento, che rientra nelle azioni di potenziamento della politica di promozione dell’efficienza energetica, ha previsto 11 nuove tipologie che vanno dall’efficientamento delle linee di produzione della fibra ottica e delle bottiglie PET nel settore industriale, agli interventi per l’utilizzo di combustibili a basso contenuto emissivo (GNL) nel settore del trasporto navale.

E il teleriscaldamento? Come in occasione del cosiddetto Superbonus, anche in questo caso il settore – che aveva invece potuto sfruttare con successo questo strumento prima delle modifiche del 2015 – non è stato contemplato.

Lorenzo Spadoni, presidente di AIRU, intervenendo alla XII Conferenza  Nazionale per l’Efficienza Energetica degli Amici della Terra nel webinar dedicato proprio ai Certificati Bianchi, ha voluto sottolineare questa palese contraddizione delle politiche italiane che continuano a sottovalutare la potenzialità di questa tecnologia.

“Il teleriscaldamento efficiente – ha dichiarato Lorenzo Spadoni – rappresenta una soluzione già pronta, soprattutto per le aree ad alta densità urbana, che solo nell’ultimo anno ha contribuito a evitare 1.700.000 tonnellate di CO2. Eppure gli interventi normativi continuano a penalizzare il settore”.

“Anche il Superbonus ha escluso in modo inspiegabile il teleriscaldamento dalla platea degli interventi trainanti, premiando invece sistemi che usano ancora combustibili fossili. Il nostro settore potrebbe invece dare contributo importante alla transizione energetica, ma abbiamo bisogno che le politiche siano coerenti agli obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica previsti dal PNIEC”.

Uno studio dei Politecnici di Milano e Torino, promosso da AIRU, ha evidenziato quanto grande sia il potenziale di sviluppo in Italia, che potrebbe aumentare di 4 volte l’attuale dimensione del teleriscaldamento, con conseguente ulteriore diminuzione dell’inquinamento. “I dati dello studio – ha concluso Spadoni –  non dovrebbero essere sottovalutati o, peggio, penalizzati dalle norme in materia energetica, anche perché questo potenziale non si mette a terra da solo. Servono infrastrutture con ritorni medio-lunghi che necessitano di politiche coerenti. I Certificati Bianchi potrebbero essere uno strumento importantissimo, come lo sono stati in passato, per rimettere in moto la macchina degli investimenti. Ma anche per questi meccanismi il requisito è duplice: durata e stabilità”.