Recupero da termovalorizzazione, a Cinisello un esempio virtuoso di economia circolare

Aggiornato al: 08/03/2021

L’utilizzo del calore prodotto dal termovalorizzatore si inquadra nelle politiche della Regione Lombardia che mettono al centro economia circolare e transizione energetica.

Dopo nemmeno un anno dall’inizio dei lavori (a dimostrazione che quando le amministrazioni lavorano per la comunità anche la burocrazia si velocizza) è stata portata a termine l’interconnessione tra la rete di BEA Brianza Energia Ambiente e la centrale di Cinisello Balsamo gestita da ENGIE. Grazie a questo collegamento, in un’ottica di economia circolare, alla centrale di via Petrella arriverà acqua calda proveniente dall’impianto di  termovalorizzazione di Desio. Questo consentirà a ENGIE di distribuire agli abitanti della cittadina alle porte di Milano fino al 30 per cento del calore teleriscaldato, riducendo così l’utilizzo di gas metano.

La rete di teleriscaldamento di Cinisello Balsamo, che serve 18.000 abitanti per circa 50 GWh l’anno e garantisce già oggi una riduzione di oltre il 25 per cento delle emissioni rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali, aumenterà così la portata del servizio e vedrà le emissioni di CO2 e NOx ridotte di un ulteriore 30 per cento. Non solo; dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale del progetto di revamping, nella centrale di ENGIE saranno implementati due serbatoi di accumulo da 1.000 m3 ciascuno e sarà installata una caldaia di backup. In questo modo potrà essere garantita la continuità del servizio anche in situazioni di emergenza, con un risparmio di 2.400 tonnellate/anno di CO2.

“Dopo l’aggiornamento della convenzione, a ottobre 2019, che ha permesso di ridurre drasticamente le tariffe del teleriscaldamento – ha dichiarato Enrico Zonca, assessore all’Urbanistica e territorio di Cinisello Balsamo – questa nuova decisione rappresenta di fatto una scelta di campo dell’amministrazione comunale, che ha come obiettivo la progressiva riduzione della fonte principale dell’inquinamento atmosferico, il riscaldamento degli edifici”.

Esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, l’interconnessione di circa 1 km dalla rete di BEA alla centrale ENGIE e la creazione di una stazione di scambio capace di interconnettere le due reti ha visto un investimento complessivo di oltre 5 milioni di euro.

“La nostra collaborazione – ha dichiarato Daniela Mazzuconi, presidente di  BEA – dimostra chiaramente come certi stereotipi negativi riguardanti le società pubbliche siano errati e fuorvianti. Errati e fuorvianti sono pure i pregiudizi che riguardano i termovalorizzatori, da cui proviene invece come nel nostro caso energia pulita, senza consumare fonti fossili o non rinnovabili”. BEA interverrà inoltre sul proprio processo produttivo per incrementare la temperatura di mandata fino a circa 95 °C. Nel termovalorizzatore di Desio, attraverso un ciclo Rankine a vapore, attualmente l’acqua viene portata alla temperatura di esercizio 90 °C. “È un progetto – sottolineano i tecnici di ENGIE – che trasforma l’energia termica di scarto in una risorsa; una soluzione avanzata in ambito teleriscaldamento, perché permette un maggior contenimento delle emissioni, e su misura perché risponde alle esigenze del territorio”.