Città a impatto zero? Meglio con le reti di calore!

Selezionate dalla Commissione europea le 100 città che parteciperanno alla MissionCities EU. Tra le 10 italiane, 6 su 9 sono teleriscaldate!

Nel mondo, il 65 per cento dell’energia è consumato nelle città, che rilasciano anche il 70 per cento delle emissioni di CO2. Nel Vecchio Continente, circa il 75 per cento della popolazione degli Stati membri della UE vive in aree urbane.

Bastano questi dati per capire come proprio dalle città – piccole o grandi che siano, ma veri e propri luoghi di innovazione e sperimentazione – devono partire quei processi di sostenibilità ambientale e di transizione energetica che porteranno a raggiungere la neutralità climatica.

Proprio in questo quadro l’Unione Europea ha dato vita alla MissionCities: 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030, finanziata nell’ambito di Horizon Europe, il programma di ricerca e innovazione dell’UE 2021-2027, con 360 milioni di euro per il periodo 2022-2023. Fondi destinati ad avviare percorsi di innovazione verso la neutralità climatica. In particolare, le azioni di ricerca e innovazione dovranno riguardare la mobilità pulita, l’efficienza energetica e l’urbanistica verde, con la possibilità di realizzare iniziative comuni e potenziare le collaborazioni in sinergia con altri programmi dell’UE.

Il 28 aprile la Commissione europea ha quindi annunciato le 100 città selezionate, che rappresentano il 12 per cento della popolazione dell’UE e che nella maggior parte dei casi presentano reti di teleriscaldamento. Nel caso delle italiane – le nostre Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma, Torino – sono ben sei su nove! A dimostrazione che le reti di teleriscaldamento rivestono un ruolo centrale nella transizione energetica dei centri urbani.

Anzi, secondo Heat Roadmap Europe (HRE4), progetto europeo che aveva come obiettivo lo sviluppo di strategie di riscaldamento e raffreddamento a basse emissioni di carbonio, la transizione verso città 100 per cento sostenibili sarà caratterizzata proprio dalle reti di calore di quarta e quinta generazione che possono sfruttare risorse locali come il calore di scarto.

“Ormai la transizione verde è iniziata in tutta Europa – ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, in occasione dell’annuncio delle città selezionate – ma c’è sempre bisogno di pionieri che si prefiggono obiettivi ancora più ambiziosi. Queste città ci stanno indicando il cammino verso un futuro più sano e potranno contare su tutto il nostro appoggio. Mettiamoci subito al lavoro”.

Tra i vantaggi per le città partecipanti alla mission, la possibilità di ricevere consulenza e assistenza su misura da parte di un’apposita piattaforma, nuove opportunità per ottenere sovvenzioni e finanziamenti e la possibilità di aderire a progetti pilota.

Per sostenere la partecipazione di tutti, la Commissione inviterà le 100 città selezionate a redigere dei contratti cittadini per il clima che comprenderanno un piano globale per la neutralità climatica in tutti i settori: dall’energia all’edilizia, dalla gestione dei rifiuti ai trasporti. Il processo coinvolgerà i cittadini, gli organismi di ricerca e il settore privato che dovranno essere attori consapevoli per conseguire questo ambizioso obiettivo.

“Le città – ha dichiarato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo – sono in prima linea nella lotta contro la crisi climatica. Che si tratti di rinverdire gli spazi urbani, contrastare l’inquinamento atmosferico, ridurre il consumo energetico degli edifici o proporre soluzioni di mobilità pulita, le città sono spesso il fulcro dei cambiamenti di cui l’Europa ha bisogno per completare con successo la transizione verso la neutralità climatica. Mi congratulo con le città selezionate e attendo con interesse di scoprire le soluzioni che svilupperanno per guidare i loro abitanti e le imprese verso un futuro più verde”.