Cattura della CO2 e teleriscaldamento efficiente, binomio vincente

Continua a crescere in Europa l’uso del calore di scarto per riscaldare gli edifici. In Danimarca sarà ora utilizzato quello di un impianto per la cattura della CO2

La transizione energetica non è un percorso semplice, ancor di più per i cosiddetti settori hard to abate, dove i processi industriali comportano alti consumi energetici e sono difficili da decarbonizzare. Una soluzione è rappresentata dalla cattura della CO2 che, se non stoccata, può essere riutilizzata in altri processi produttivi, diventando così una risorsa.

La cattura del carbonio, come tutti i processi industriali, produce calore in eccesso. In Danimarca, un nuovo progetto prevede ora di utilizzare proprio questo calore, altrimenti disperso, per il teleriscaldamento nell’area della Grande Copenaghen. Nella centrale elettrica di Avedøre, situata pochi chilometri a sud della capitale danese, è infatti in fase di costruzione un impianto che consentirà di catturare ogni anno 150.000 tonnellate di anidride carbonica dalla sua unità alimentata a biomassa.

L’impianto, che si prevede possa entrare in funzione nel 2026, genererà circa 34 MWh di calore in eccesso dal processo di cattura del carbonio e circa 19 MWh dal processo di condensazione dei fumi. Grazie a un accordo già stipulato con le società che gestiscono il teleriscaldamento a Copenaghen, il calore recuperato – per complessivi 53 MWh – andrà a riscaldare circa 16.000 famiglie della capitale.

Un progetto che dimostra ancora una volta come il teleriscaldamento sia una tecnologia flessibile e campione di economia circolare, tanto che – sempre in Danimarca – si sta già lavorando a replicare il progetto a Kalundborg, dove sarà costruito un altro impianto di cattura della CO2 presso la centrale elettrica di Asnæs.

Il teleriscaldamento efficiente potrebbe trovare maggiore slancio anche in Italia, grazie all’utilizzo del calore in eccesso dei processi industriali. Come evidenziato nell’aggiornamento del 2023 dello studio congiunto del Politecnico di Milano ed Elemens, il potenziale da calore di scarto nel nostro Paese è pari a ben 31 TWh.