Avviato il progetto LombHe@t – Hub Energetico Lombardo

LombHe@t, guidato da A2A Calore e Servizi, ha l’obiettivo di identificare  tecnologie innovative di riscaldamento a basso impatto ambientale.

Tutti gli studi, le analisi e i report sono concordi nell’affermare che il riscaldamento, civile e non, sia una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico. Problema che ovviamente si evidenzia maggiormente nelle zone densamente abitate, ancor più se situate in zone geografiche, come la pianura padana, che presentano particolari conformazioni che rendono più difficoltoso un ricambio d’aria.

È quindi in ambito urbano che bisogna innanzitutto agire, mettendo in atto quel processo di decarbonizzazione ribadito dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con il Green Deal.

Proprio in ottica di un intervento di efficientamento degli edifici con tecnologie a impatto zero si muove LombHe@t – Hub Energetico Lombardo, uno dei progetti vincitori del bando Call Hub Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia. Il progetto guidato da A2A Calore e Servizi, con partner Ariston Thermo Group, Fondazione Politecnico di Milano ed Enersem, della durata di 30 mesi e un investimento di oltre 9 milioni di euro, ha l’obiettivo di identificare tecnologie innovative di riscaldamento a basso impatto ambientale per disegnare un vero e proprio ecosistema termico avanzato e smart.

“LombHe@t è un progetto fortemente innovativo – ha spiegato Luca Rigoni, Amministratore Delegato di A2A Calore e Servizi – che ha come target lo sviluppo di un sistema efficiente di riscaldamento e raffrescamento. Il progetto prevede un approccio verticalmente integrato che parte dalla produzione alla distribuzione del calore attraverso una rete di teleriscaldamento di quarta generazione, da noi sviluppata”.

Basato su tre principali tecnologie – teleriscaldamento intelligente (TLR), pompa di calore elettrica (EHP) e pompa di calore a gas (GAHP) – sarà testato nelle province di Milano e di Monza-Brianza e prevede, tra l’altro, il recupero di circa 54 GWh di calore, equivalenti al fabbisogno di circa 6 mila famiglie, con un risparmio a livello di emissioni di circa 11 mila tonnellate di CO2.

“Se dovessimo definire alcune parole chiave del progetto – ha dichiarato Luca Rigoni – sicuramente  la prima sarebbe decarbonizzazione, per l’impatto importante che questo progetto ha sul territorio grazie al recupero di cascami termici. Ma non solo: abbiamo anche economia circolare, efficienza energetica, impatto sui cambiamenti climatici grazie appunto al footprint di CO2 che riusciamo a ottenere, riducendola proprio grazie al recupero di calore di scarto”.

È un progetto, con attività collegate in particolare alla call Greening the economy in line with the Sustainable Development Goals (SDGs), che non va quindi circoscritto al solo territorio lombardo ma, attraverso uno scenario nazionale sviluppato dalla Fondazione del Politecnico di Milano, può avere ricadute e replicabilità sull’intero territorio nazionale.

 

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