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320 milioni di motivi per credere nel teleriscaldamento

In un’ottica di economia circolare, un nuovo accordo tra due player mette a terra i finanziamenti previsti dal governo inglese per sviluppare progetti per lo sfruttamento, attraverso il teleriscaldamento, del calore di scarto, altrimenti disperso.

Con il Clean Growth – Transforming Heating il governo inglese, tra le modalità per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, ha messo l’accento (e il denaro!) sullo sviluppo del  teleriscaldamento. Basti pensare che il Heat Networks Investment Project (HNIP) – il principale progetto a sostegno delle reti di calore – prevede finanziamenti per 320 milioni di sterline e punta a diffondere il teleriscaldamento nelle aree urbane, mirando in particolare allo sfruttamento delle fonti di calore di scarto, che altrimenti verrebbe disperso.

 

Proprio il recupero di questo calore è alla base dell’accordo tra la società energetica Vattenfall e Viridor, società di servizi ambientali, che prevede di collegare le reti di calore agli impianti di recupero energetico (ERF) presenti nel Regno Unito, rendendo il riscaldamento domestico, responsabile del 37 per cento delle emissioni di CO2 in UK, più pulito e sostenibile. Esempio concreto di economia circolare, verrà così creato un sistema energetico locale a circuito chiuso.

Il calore catturato dagli impianti di recupero energetico, che utilizzano rifiuti non riciclabili, contribuisce inoltre a migliorare la sicurezza energetica,  a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e a diminuire le emissioni migliorando la qualità dell’aria nei centri urbani.

“Il teleriscaldamento – ha dichiarato Kwasi Kwarteng, ministro di Stato per le imprese, l’energia e la crescita pulita – sta giocando un ruolo fondamentale nel decarbonizzare il modo in cui riscaldiamo le nostre case e le nostre attività, ed è per questo che il Governo ha stanziato 320 milioni di sterline di finanziamenti per il progetto Heat Networks”.

Queste nuove reti di teleriscaldamento possono inoltre portare significativi vantaggi economici locali, creando posti di lavoro per tutta la durata del progetto; dalla costruzione fino al funzionamento e alla manutenzione. Vattenfall collabora già in Europa con altri gestori di impianti di recupero energetico (ERF); in particolare a Uppsala, in Svezia, gestisce una rete di riscaldamento alimentata dal 1973da calore di scarto, distribuendolo a residenti e aziende tramite 500 km di tubazioni.

Viridor, che ha 11 impianti di recupero energetico (ERF) in funzione e uno in fase di messa in servizio, è anche uno dei più grandi produttori indipendenti di energia dai rifiuti del Regno Unito con 327 MW di capacità operativa da ERF, digestione anaerobica, solare e gas di discarica nel 2019, anno in cui Viridor ha prodotto energia per 1,6 TWh. L’Italia, non solo geograficamente, sembra molto lontana…