Aggiornato al: 27/06/2024
La regolazione del settore del teleriscaldamento è stata la protagonista di un lungo dibattito ricco di spunti e che ha visto confrontarsi i principali attori del nostro Paese: AIRU, FIPER, gli Operatori, il mondo accademico, i Consumatori e ARERA, per una visione completa di un settore indubbiamente strategico per l’Italia
Il 25 giugno 2024, nella splendida cornice dell’Università Cattolica di Milano, si è tenuto il seminario “LA REGOLAZIONE DEL TELERISCALDAMENTO TRA POTERE DI MERCATO E DECARBONIZZAZIONE”. L’evento è stato organizzato nell’ambito delle iniziative promosse dall’Osservatorio sulla regolazione amministrativa ed è stato un’importate occasione di confronto e aggiornamento sulle tematiche di stretta attualità, che riguardano il mercato energetico del teleriscaldamento.

Il panel degli intervenuti ha sicuramente dato vita ad un approfondito dibattito sul settore, alla presenza di noti nomi della giurisprudenza e dell’economia, quali il prof. Michele Grillo, il prof. Avv. Giuseppe Caia e il prof. Carlo Scarpa, e con il contributo dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente nella persona del dott. Luca Bongiolatti.
Hanno contribuito al dibattito Massimiliano Brunetti di Eni, Francesco Carlini di a2a, Monica Immovilli di Edison e Ovidio Marzaioli per il Movimento consumatori.
Hanno chiuso infine i lavori i presidenti delle due associazioni che rappresentano gli operatori della filiera del teleriscaldamento: il Presidente AIRU Alessandro Cecchi, e Michele Colli, presidente di FIPER.
L’intervento del nostro Presidente è stato principalmente volto a rimarcare gli aspetti fondamentali affinché il TLR possa esprimere appieno il suo ruolo cruciale nella decarbonizzazione del riscaldamento civile, ovvero:
- Il Teleriscaldamento rappresenta una soluzione affidabile e radicata, specie nel Nord Italia, che copre il 3% della domanda termica nazionale, che ha visto negli anni una rilevante crescita della quota di fonti decarbonizzate (dal 3% nel 1995 al 21% nel 2022).
- L’elevato potenziale economico disponibile di sviluppo del settore (lo studio del 2023 del Politecnico di Milano e Elemens proietta per il TLR 53 TWh erogabili al 2030 (5x), con recupero del calore di scarto e geotermia come soluzioni leader).
- L’effetto positivo del settore sul livello di indipendenza energetica data la riduzione di 2,5 mld Sm3 di gas naturale importato (corrispondenti a circa il 24% dell’import di gas russo nel 2022), con conseguenti riduzione di emissioni CO2 per 7,9 Mton/anno e limitazione degli inquinanti atmosferici in zona padana e nelle città (-15.6% su PM10 e -20.7% su NOx).
- Il profondo gap di fondi pubblici fra Italia e UE: a fronte della dotazione del PNRR in Italia per 0,2 mld€, in Europa i Governi hanno stanziato 5,6 mld€ (28x).
- La permanente esposizione del settore del TLR al rischio mercato in termini di rischio volume e di rischio prezzo, dal momento che il percorso di decarbonizzazione alzerà la pressione competitiva dei servizi alternativi. E quindi necessaria l’adozione di un modello di vincolo ai ricavi coerente con l’obiettivo di sviluppo del TLR efficiente e progressivamente decarbonizzato.
Il teleriscaldamento in Italia è ancora poco diffuso rispetto al Nord Europa, ma sicuramente potrà offrire, se debitamente sostenuto a livello di policy e regolazione, un valido supporto alla transizione energetica in atto, al raggiungimento degli obiettivi del PNIEC ed all’efficientamento energetico degli edifici.

