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Coordinamento FREE: Energia, occorre ripartire dalla neutralità tecnologica

Serve un approccio più pragmatico per raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi climatici europei. È quanto è emerso al convegno Semplificare per decarbonizzare, organizzato dal Coordinamento FREE.

Il 13 luglio il Consiglio Ecofin, responsabile della politica economica della Ue, ha ufficialmente approvato, insieme ad altri 11, il nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), dando inizio ai finanziamenti per il Next Generation EU.

Un Piano, quello italiano, che secondo Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, è senza precedenti in quanto “nei prossimi anni verranno investiti 191,5 miliardi di euro per aiutare a ricostruire l’economia, renderla più verde, digitale e pronta al futuro”.

Per raggiungere i nuovi obiettivi ancora più sfidanti (-55 per cento di emissioni di CO2 al 2030 rispetto al 1990) serve innanzitutto semplificare le procedure autorizzative, che frenano l’installazione di nuovi impianti e informare correttamente i cittadini, che devono essere consapevoli dei costi e benefici economico e sociali della transizione energetica.

|la ripresa vuole efficienza|

|la ripresa vuole efficienza|

Per questo, se fondamentale è il pacchetto di misure contenute nel DL Semplificazioni volte a velocizzare l’attuazione delle opere, è necessario anche che l’informazione e il dibattito politico parta da un punto chiaro e imprescindibile: la neutralità tecnologica.

Temi affrontati nel convegno Semplificare per decarbonizzare organizzato dal Coordinamento FREE, l’associazione che punta a promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e l’efficienza energetica nel quadro di un modello sociale ed economico ambientalmente sostenibile, e che ha visto la partecipazione di esponenti politici, del mondo accademico e delle associazioni.

Durante l’incontro sono state illustrate proprio le proposte di FREE sulle semplificazioni autorizzative e normative, ma un dubbio ha accompagnato l’intero dibattito: c’è la volontà politica?

“Con lo sviluppo delle rinnovabili – ha dichiarato nel suo intervento il senatore Arrigoni, responsabile Energia della Lega – va prestata attenzione all’adeguatezza e alla sicurezza e resilienza del sistema energetico. Inoltre, non va ripetuto l’errore fatto con il Conto Energia che ha dato molti incentivi (tre volte rispetto alla media europea) per sviluppare le FER, senza costituire però una filiera. Va bene guardare alla creazione di gigafactory per le batterie elettriche, agli accumulatori elettrochimici per i pannelli fotovoltaici, all’idrogeno, ma serve pragmatismo, coniugare sostenibilità ambientale con quella economica e sociale, abbandonando l’ideologia ambientalista e applicando il principio della neutralità tecnologica”.

“Per aumentare la capacità installata – ha continuato Arrigoni – serve l’emanazione del DM FER 2 che riguarda l’incentivazione delle altre rinnovabili. Non vanno sostenuti solo eolico e fotovoltaico, che non sono programmabili, ma anche idroelettrico, geotermia e biomasse. Anche perché, per veicoli elettrici, eolico e fotovoltaico servono materiali e minerali rari difficili da trovare e in mano a pochi Paesi, con la conseguenza che si va a spostare il baricentro della geopolitica mondiale”.

L’onorevole Luca Squeri – membro della X Commissione Attività Produttive – ha sottolineato come il PNIEC, con i nuovi ambiziosi target, sia ancora più inadeguato e sbilanciato ideologicamente. “Ci vuole un approccio diverso – ha dichiarato Squeri – e un maggiore pragmatismo. Bisogna affermare la neutralità tecnologica ed elevare alla stessa dignità anche l’idroelettrico, il geotermico, le biomasse. Per questo, ho presentato un emendamento sul teleriscaldamento che spero faccia giustizia su quella cosa indecorosa del Superbonus che lo incentiva solo nelle zone montane. Dobbiamo renderci conto che siamo di fronte a un compito difficile e potremo riuscire solo se le ideologie e le partigianerie saranno messe da parte”.