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Unione dell’energia

Aggiornato al: 31/10/2015

Europa_Bandiera_EuropeaLa Commissione Europea ha comunicato una Strategia quadro per un’Unione dell’Energia forte abbinata ad una politica di cambiamento climatico lungimirante.

Il Presidente del Parlamento europeo, aprendo il Consiglio il 19 marzo u.s.,ha accolto con favore tale piano, definendolo un “progetto storico alla pari solo con la Comunità del carbone e dell’acciaio”. L’obiettivo di una politica energetica forte accompagnata ad una politica climatica ambiziosa è quello di dare ai consumatori europei – sia famiglie che imprese – un’energia sicura, sostenibile, competitiva e a prezzi accessibili. Il raggiungimento di questo obiettivo richiede una trasformazione fondamentale del Sistema energetico europeo.

L’Europa dovrà parlare unita sulla scena interazionale in tema di energia. Un’Europa in cui gli Stati membri comprendano la loro interdipendenza nella gestione intelligente dell’energia, un’energia basata su una vera solidarietà e fiducia. La visione europea è di un sistema energetico integrato a livello continentale, dove l’energia fluisce liberamente attraverso le frontiere, sulla base della concorrenza e il miglior uso possibile delle risorse attraverso un’economia sostenibile a basse emissioni di carbonio e “amica del clima” destinata a durare. Per raggiungere tale obiettivo è necessario passare da un’economia guidata dalle fonti fossili, ad un’economia integrata con le fonti fossili, da un’economia dove l’energia è basata su un approccio centralizzato lato-offerta ad un’economia che interagisce con la domanda in modo “smart” attraverso l’uso di tecnologie e modelli di business innovativi. Per far ciò è importante e necessario responsabilizzare i consumatori fornendo loro gli strumenti per perseguire gli obiettivi di efficienza energetica corretti e veramente efficienti.

La comunicazione cita testualmente che nell’ambito del miglioramento dell’efficienza energetica è necessario ripensare radicalmente l’efficienza energetica e considerarla come una fonte di energia a sé stante, poichè rappresenta il valore dell’energia risparmiata. L’UE ha già messo in atto un insieme di misure importanti per diventare più efficienti nell’ambito del consumo energetico e continuerà a stabilire, tramite regolamenti comunicazioni e quant’altro, sinergie tra le politiche di efficienza energetica, politiche di efficienza delle risorse ed economia circolare, inclusa ovviamente la valorizzazione del potenziale degli impianti “waste to energy”.

Un concetto, che naturalmente a noi piace, riguarda l’attenzione che la Commissione pone al tema del riscaldamento e del raffreddamento quale principale fonte di domanda di energia in Europa, rimarcando come “enormi miglioramenti di efficienza restano da raggiungere tramite la realizzazione di reti di teleriscaldamento e raffreddamento. A tale obiettivo si dedicherà la strategia della Commissione.” Alle nazioni, in particolare alle regioni ed ai comuni (in special modo tramite per esempio il Patto dei Sindaci) resta in mano il “cerino acceso”! per avviare politiche che diano primaria considerazione all’efficienza energetica.

Anche il cosiddetto “piano Juncker”, destinato a stimolare investimenti strategici, potrà offrire un’opportunità di incanalare importanti investimenti verso la realizzazione delle nostre infrastrutture. Il Consiglio dovrà approvare definitivamente il piano entro il prossimo giugno, in modo che dalla metà del 2015 possano partire i nuovi investimenti.

In Italia si potrebbe iniziare dalla revisione del Conto Termico che, poiché è stato ampiamente sotto utilizzato al plafond di 900 milioni di euro, è in fase di revisione. In tale contesto l’inserimento, a parità di utilizzo di altre tecnologie concorrenti, della sostituzione del proprio impianto di climatizzazione con una sottostazione d’utenza allacciata ad une rete di teleriscaldamento sarebbe cosa buona e giusta.

Ilaria Bottio

AIRU Il segretario generale