Aggiornato al: 30/06/2020
In collaborazione con Utilitalia, AIRU ha chiesto ai Politecnici di Milano e Torino di effettuare una valutazione del potenziale di diffusione del teleriscaldamento efficiente sul territorio nazionale.
Decarbonizzazione. È questa la parola chiave per traguardare la transizione energetica. Dal PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima presentato dal Governo italiano, al Green Deal europeo vessillo di Ursula Van der Leyden, passando per il Clean Energy Package, una delle vie indicate per contrastare il climate change è l’adozione di sistemi di riscaldamento e condizionamento sostenibili.

Settore, quello del riscaldamento e della climatizzazione degli edifici, che è uno dei più energivori a livello europeo. “Le città rappresentano oltre l’80 per cento di questa domanda di energia e Il 70 per cento di questo enorme fabbisogno energetico è ancora oggi soddisfatto con combustibili fossili”. È questo l’incipit dell’articolo di Lorenzo Spadoni, presidente di AIRU – Associazione Italiana Riscaldamento Urbano, pubblicato sull’ultimo numero dell’Astrolabio, la newsletter degli Amici della Terra.

“In questo contesto – afferma Spadoni – il teleriscaldamento è una soluzione efficace, matura, immediatamente applicabile per la decarbonizzazione degli edifici e la sostenibilità delle nostre città. È una soluzione sperimentata, ma in continua evoluzione, con positivi effetti sulla qualità dell’aria soprattutto nei grandi centri urbani. Il teleriscaldamento efficiente di oggi è un sistema energetico integrato, che utilizza il calore di scarto disponibile e altrimenti disperso da innumerevoli attività produttive, le fonti rinnovabili e la cogenerazione alta efficienza”.
Purtroppo, nonostante la disponibilità di calore sul territorio sia molto elevata, è ancora poco utilizzata proprio a causa del limitato sviluppo delle reti di teleriscaldamento. Per questo AIRU, in collaborazione con Utilitalia, ha richiesto ai Politecnici di Milano e di Torino di fare una valutazione del potenziale di diffusione del teleriscaldamento efficiente sul territorio nazionale; le fasi di studio prevedono – tra l’altro – una stima della domanda di calore, dell’offerta disponibile, offrendone una mappatura geolocalizzata e una previsione dei benefici ambientali connessi alla diffusione del teleriscaldamento.

“Il teleriscaldamento e il teleraffrescamento efficienti – conclude Lorenzo Spadoni – già oggi rappresentano una parte sostanziale dei piani di decarbonizzazione delle più importanti città europee. Per realizzare anche in Italia questo fondamentale passaggio sono indispensabili importanti investimenti, che necessitano l’implementazione di un quadro di regole certe, stabili nel lungo periodo e che siano in grado di valorizzare le esternalità ambientali connesse allo sviluppo del teleriscaldamento: gli operatori del settore sono pronti a fare la loro parte”.
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