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Martinello (Altroconsumo): “Teleriscaldamento? Innovativo, affascinante… ma c’è ancora molto da fare per una corretta informazione”

AIRU ha incontrato il presidente della Fondazione Altroconsumo che ha sottolineato come una porzione crescente di cittadini sia realmente interessata a un’analisi rigorosa, non ideologica, di questa tecnologia e dei suoi vantaggi economici e ambientali. L’approccio, non sempre facile, con le pubbliche amministrazioni e con gli amministratori di condominio.

Paolo Martinello, presidente della Fondazione Altroconsumo, di primo acchito associa al teleriscaldamento due termini per nulla scontati: innovativo e affascinante.

“Sì, innovativo e affascinante, anche se contrastato poiché oggetto di polemiche che possono tuttavia essere superate con il dialogo. È compito di una Associazione come la nostra gestire, nell’interesse dei consumatori, oltre le ideologie – che per altro riscontriamo in numerosi altri settori – la promozione di processi innovativi con ampie ricadute positive in termini ambientali e di convenienza economica per il consumatore. C’è molto lavoro da fare per superare l’idea – ancora piuttosto diffusa – che tutto ciò che è innovazione va visto di primo acchito con diffidenza e quindi ostacolato”.

“Fare una corretta comunicazione al consumatore è, da 40 anni, il core della nostra Associazione. È vero che spesso ci scontriamo con una visione naif del mondo, quando non – addirittura – con fake news strumentali. Ma è altrettanto vero, nella nostra esperienza, che c’è spazio (e risposta da parte dei consumatori) per una informazione non strumentalizzata. C’è una grande porzione di cittadini-consumatori che sempre di più cerca di capire…”

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Vale anche per le pubbliche amministrazioni?

Con la pubblica amministrazione il confronto e il dialogo vanno affrontati su un piano politico e non sempre è facile. Si inseriscono anche altre dinamiche, come il rapporto tra le pubbliche amministrazioni stesse e le utility che operano sul territorio. Bisogna capire quanto queste ultime sono realmente interessate a un aumento della diffusione del teleriscaldamento (se già presente) o all’avvio di un progetto ex novo. Dover interagire con le utility può essere uno stimolo ma anche un ostacolo.

E poi ci sono gli amministratori di condominio…

L’approccio non è semplice. Gli amministratori possono essere un ostacolo oggettivo e un freno, perché spesso hanno rapporti consolidati con fornitori energetici tradizionali. In fin dei conti, però, l’amministratore è nominato dai condomini e se questi ultimi spingono per una transizione e un passaggio (nella fattispecie) al teleriscaldamento, anche un sottile e strisciante boicottaggio può essere superato.

Posso testimoniare, per averlo vissuto in prima persona nell’appartamento che abito a Milano con la mia famiglia, che all’inizio si possono incontrare delle rigidità… ma se si è convinti e si hanno motivazioni oggettive e ragionevoli per spingere al cambio di tecnologia, alla fine si porta a casa il risultato.

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In sintesi, quali sono a sui avviso vantaggi e criticità dal punto di vista del consumatore?

Sicuramente c’è un vantaggio economico, soprattutto se si confronta il teleriscaldamento con i costi di un vecchio impianto a gasolio. E poi, una non trascurabile riduzione dell’impatto ambientale. Criticità? Se il passaggio al teleriscaldamento comporta la contestuale rimozione della vecchia caldaia, il consumatore tende a percepire questa scelta come non reversibile e quindi si sente nelle mani di un piccolo monopolio, dunque più vulnerabile. Questo costituisce un freno; obiettivamente, non è come cambiare il fornitore di telefonia o di energia elettrica… Probabilmente, varrebbe la pena che le associazioni a difesa dei consumatori, le utility e la stessa AIRU orientassero una comunicazione dedicata a questo aspetto.

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