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La Scozia “pigia” l’acceleratore per il passaggio al calore distribuito

Aggiornato al: 05/06/2020

Il governo della Scozia ha presentato un nuovo disegno di legge per favorire lo sviluppo delle reti di teleriscaldamento in tutta la regione. Un ulteriore passo per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione nelle Highlands

Mentre in Italia si riempiono quotidiani e convegni (o meglio webinar, dopo che le nostre vite sono state sconvolte dalla pandemia) per parlare di una fantomatica era dell’idrogeno, in Europa si procede a “mettere sul campo” quelle tecnologie a portata di mano che possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di sostenibilità ambientale. Come, ad esempio, il teleriscaldamento.

Il Parlamento scozzese ha infatti recentemente presentato un decreto di legge, denominato Heat Networks, che introdurrà una nuova regolamentazione e un sistema di licenze per agevolare lo sviluppo delle reti di teleriscaldamento in Scozia. Durante la visita a una rete in costruzione presso il St. James Centre di Edimburgo, il ministro dell’energia Paul Wheelhouse , ha dichiarato: “Siamo di fronte a un’emergenza climatica globale e una delle principali sfide è la riduzione dell’impatto del riscaldamento delle nostre case e dei nostri edifici”.

“Le reti di teleriscaldamento – ha continuato il ministro Wheelhouse – hanno un enorme potenziale per ridurre tale impatto fornendo soluzioni più efficienti e rispettose dell’ambiente. Il governo scozzese è determinato a sbloccare il potenziale di questo settore, ove possibile, e velocizzare in tutta la Scozia i processi autorizzativi. Anche la sede della nostra rappresentanza diplomatica a Oslo, in Norvegia, viaggia verso le emissioni zero: da febbraio, infatti, per soddisfare l’intero fabbisogno di calore dell’edificio, ha abbandonato il gasolio per passare al teleriscaldamento”.

Attualmente in Scozia sono attive oltre 830 reti, ma al settore mancava ancora un quadro normativo coerente; il decreto legge Heat Networks segna una svolta e può favorire ulteriormente l’espansione delle reti di calore, stimolando gli investimenti. Si calcola infatti che le reti potrebbero riscaldare quasi mezzo milione di abitazioni in Scozia entro il 2030, riducendo le emissioni e i costi.