La Gran Bretagna scommette (vincendo) sul teleriscaldamento

Due nuovi progetti di teleriscaldamento sono stati finanziati grazie al programma governativo Heat Networks Investment Project che punta proprio su questa tecnologia – reputata una tra le più convenienti –  per raggiungere l’obiettivo nazionale di emissioni nette pari a zero al 2050

L’Europea intera si è data ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione, ma per passare dalle parole (facili da spendere) ai fatti servono programmi seri e investimenti certi. E, non meno importante, politiche che sostengano progetti realisticamente attuabili. È in questa logica che il governo della Gran Bretagna ha istituito il programma Heat Networks Investment Project (HNPI) per accelerare lo sviluppo delle reti di teleriscaldamento, con una “dote” di 320 milioni di sterline amministrati dalla società di investimento Triple Point Heat Network.

Le prime due località del Galles a beneficiare dei fondi stanziati sono Cardiff e la Contea di Bridgend, che stanno progettando reti che – nella fase iniziale – porteranno il calore in eccesso prodotto nei siti industriali agli edifici pubblici, per poi espandersi nel resto della città. In particolare, agli 8,6 milioni di sterline messi a disposizione dal governo gallese si aggiungono ora 8 milioni di sterline dal fondo del progetto HNIP. La rete di teleriscaldamento del capoluogo gallese, che sarà operativa entro il 2022, sfrutterà il calore di scarto di un termovalorizzatore, il Viridor Energy Recovery Facility, servendo gli edifici all’interno e intorno alla baia di Cardiff. L’impianto, che tratta circa 350.000 tonnellate di rifiuti non riciclabili ogni anno, produce elettricità sufficiente per alimentare 68.448 abitazioni.

Nella contea di Bridgend, la rete preleverà il calore in eccesso da una centrale termica ed elettrica e da un impianto di accumulo termico. “Il teleriscaldamento – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente gallese Lesley Griffiths – ci aiuterà a raggiungere il nostro obiettivo di zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 e contemporaneamente andrà in aiuto ai proprietari di case e aziende che vedranno ridursi le bollette energetiche”. Con queste due reti, infatti, si potrà ottenere un risparmio di 5.600 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

Il Comitato per i cambiamenti climatici del governo inglese stima che circa il 18 per cento del calore del Regno Unito dovrà provenire dal teleriscaldamento entro il 2050 se si vogliono concretamente raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, e per questo il governo ha già identificato 14 aree prioritarie in tutto il Paese – tra cui appunto la contea di Bridgend e Cardiff – dove implementare reti di teleriscaldamento.