Aggiornato al: 17/06/2020
Questa la stima secondo l’analisi di Fortune Businnes Insight. Europa, Nord America e regioni asiatiche che si affacciano sul Pacifico le zone in cui si registra lo sviluppo maggiore delle reti di teleriscaldamento.
Il costante aumento della domanda di elettricità nel mondo, dovuto anche alla crescente urbanizzazione, sarà un fattore determinante per la crescita del mercato del teleriscaldamento da qui al 2026. È quanto afferma uno studio degli analisti di Fortune Businnes Insight dal titolo District Heating Market Size, Share & Industry Analysis, By Heat Sources, By Plant Type, By Application, and Regional Forecast, 2019-2026.

Il rapporto, dettagliato per fonti di calore, applicazione e zona geografica, stima che la dimensione del mercato globale, che nel 2018 è stata di circa 172 miliardi di dollari, raggiungerà nel 2026 un valore di 237 miliardi di dollari, con un tasso annuo di crescita (CAGR – Compounded Average Growth Rate) del 4,11 per cento nel periodo preso in esame. Lo sviluppo sarà favorito sia dai finanziamenti che sempre più governi concedono per l’adozione di sistemi di teleriscaldamento, sia dalla crescente conoscenza dei vantaggi che questi sistemi garantiscono (efficacia in termini di costi della produzione di energia, flessibilità nell’utilizzare diversi tipi di combustibile per la produzione di calore e la riduzione dei gas a effetto serra).
Più nel dettaglio, l’analisi di Fortune Business Insight stima che nel periodo previsionale (2019-2026) il teleriscaldamento sarà alimentato sempre più da fonti rinnovabili, ma con un significativo contributo anche del gas naturale (nel 2018 era al 15,27 per cento) e che il settore residenziale continuerà ad avere la quota di mercato maggiore.

Il rapporto delinea una costante crescita del mercato in Nord America e nei Paesi asiatici che si affacciano sul Pacifico, come la Corea del Sud e la Cina, soprattutto nelle regioni settentrionali; ma sarà in Europa, che rappresenta già il mercato principale (nel 2018 il valore è stato di oltre 138 miliardi di dollari), dove si assisterà allo sviluppo più significativo.
Anche l’Italia, dove a fine 2018 si contano oltre 300 reti in esercizio per 9,3 GW di potenza termica installata, ha un grosso potenziale ma serve una spinta per uscire da una situazione di impasse che ha caratterizzato gli ultimi due anni.

