Aggiornato al: 29/11/2019
Al salone di Ecomondo, punto di riferimento sulle green technology, è emerso il ritardo nello sviluppo dei termovalorizzatori, scelta che costringe ancora a considerare come semplice rifiuto ciò che altrove in Europa è diventato ricchezza. In ritardo anche lo sviluppo della fonte geotermica, nonostante un know-how all’avanguardia su scala planetaria. Premiato tra i migliori 30 progetti di sostenibilità urbana il teleriscaldamento freddo di Ospitaletto (BS).
“Non è possibile riciclare tutto; certo occorre riciclare il più possibile, ma al 100 per 100 non si arriverà mai”. Per chiunque si occupi di rifiuti, con un minimo di approccio scientifico e senza appesantimenti ideologici fuorvianti, non è certo una dichiarazione da scoop giornalistico. Anzi, è ai confini del lapalissiano.
È tuttavia significativo che, ad averla pronunciata durante l’ultima edizione di Ecomondo (la fiera di riferimento in Europa per le green technology, andata in scena dal 5 all’8 novembre a Rimini) sia stato Chicco Testa, in qualità di presidente di FISE ASSOAMBIENTE, una delle icone storiche dell’ambientalismo italiano.
Step successivo e inevitabile, data la necessità di portare sempre più a ridosso dello zero l’utilizzo delle discariche, per chiudere correttamente il cerchio di una gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, a un Sistema Paese occorre poter contare su una rete moderna ed efficiente di impianti di recupero energetico, o termovalorizzatori che dir si voglia. Tertium non datur, si potrebbe dire con una ben nota locuzione latina.
La nostra situazione è risaputa, ed è stata ribadita dagli esperti di settore in più di un’occasione di confronto: “In Italia abbiamo un deficit di impianti di termovalorizzazione e questo ci costringe anche a esportare ricchezza altrove”.
Colpisce in questo caso l’uso del termine ricchezza al posto di rifiuto, ma non è certo usato a sproposito. Si tratta infatti di materiale che esportiamo all’estero per essere trattato in impianti di nuova generazione (ad esempio, in Germania) pagando a caro prezzo questo servizio di smaltimento tramite combustione. Quanto calore residuo sarebbe potenzialmente utilizzabile, in maniera sostenibile, nel nostro Paese se solo si riuscisse a sviluppare un idoneo parco di termovalorizzatori sul territorio nazionale e, a valle di questo, una adeguata rete di teleriscaldamento! Giusto per restare in tema di utilizzo razionale delle risorse a disposizione.
A proposito di teleriscaldamento, Il Comune di Ospitaletto (BS) – in partnership con Cogeme – ha ricevuto a Ecomondo il premio per il progetto di teleriscaldamento freddo, recentemente messo in esercizio e riconosciuto tra i migliori 30 progetti di sostenibilità urbana: una iniziativa che dal 2018 garantisce il riscaldamento di tutti i fabbricati scolastici di Ospitaletto, senza emissioni di anidride carbonica e con l’eliminazione di tutte le caldaie a metano esistenti, grazie al recupero dell’energia termica del ciclo produttivo siderurgico della società ASO.
Da segnalare anche i risultati del convegno Una nuova geotermia per elettricità e teleriscaldamento, che ha cercato di fare il punto sulle innovazioni tecnologiche che, a livello mondiale, stanno rendendo concreta e operativa una geotermia a zero emissioni. Accanto all’apprezzamento per il livello tecnologico raggiunto dall’Italia, emerso da numerosi interventi, c’è stato però spazio non poca amarezza. “Nel mondo esistano tecnologie mature, testate e consolidate, praticamente tutte italiane, che hanno sviluppato brillantemente l’utilizzazione dell’energia geotermica ma che, ad oggi, dopo più di dieci anni non hanno potuto fare, sul nostro territorio, per colpa dei decisori politici, neanche una perforazione di controllo”.

