Arrigoni (Lega): “Investire sul teleriscaldamento per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”

In una mozione al Senato il responsabile all’Energia della Lega, Paolo Arrigoni, chiede maggiore concretezza e realismo per attuare la transizione energetica. “È doveroso intervenire sulla decarbonizzazione degli edifici investendo sul teleriscaldamento, visto che il riscaldamento domestico è la principale causa dell’inquinamento urbano”

“La commissione europea guidata da Ursula Van der Leyen ha presentato con il Green New Deal un pacchetto di misure inteso a rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro al 2050, ma per attuare la transizione energetica sono fondamentali alcune premesse”. È questo l’esordio della mozione sull’emergenza climatica presentata dal senatore Paolo Arrigoni – Responsabile all’energia della Lega – nella seduta di giovedì 11 giugno 2020.

“Al momento il Green New Deal indica solo indirizzi, ma ancora non è chiaro quali interventi – e soprattutto attraverso quali traiettorie – si devono mettere in campo per conseguirli”. Il senatore ha inoltre sottolineato come l’Europa oggi contribuisca per il solo 10 per cento alle emissioni di CO2 rispetto al globale e che la maggior parte dei Paesi extra-UE come Cina, India e Russia non hanno in previsione politiche di riduzione con obiettivi vincolanti. Per il nostro Pese, inoltre, non bisogna dimenticare la forte criticità rappresentata dalla dipendenza energetica, che è del 78 per cento contro la media europea del 54, percentuale che sale al 93 per cento per la fornitura di gas.

“L’Italia – ha continuato Arrigoni – in coerenza all’europeo Clean Energy Package a inizio anno ha adottato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima dove si afferma, anche se molti non lo vogliono vedere, che nei prossimi 30 anni la transizione energetica dovrà essere accompagnata dal gas, che sarà ancora fondamentale e strategico per sostituire le fonti fossili più inquinanti, anche perché ci sono settori che non ne possono fare a meno”.

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Serve quindi meno demagogia e una riflessione seria – si sottolinea nella mozione – perché non si può continuare l’espansione delle rinnovabili concedendo ulteriori incentivi che, con quasi 15 miliardi di oneri generali di sistema, ogni anno già pesano per il 25 per cento sulle bollette di famiglie e imprese, che pagano elettricità e gas il 15 per cento in più rispetto la media europea. “Quando si affrontano i temi relativi allo sviluppo sostenibile non bisogna mai dimenticare che accanto a quella ambientale occorre anche garantire la sostenibilità economica e quella delle nostre produzioni e la sostenibilità sociale” ha concluso la sua mozione il senatore Arrigoni. “Se vogliamo centrare realmente gli obiettivi al 2030 occorre velocizzare le autorizzazioni, rivisitare senza ideologismi il tema della mobilità, sospendere la moratoria per le attività di ricerca dell’oil and gas per valorizzare le nostre georisorse, ed è doveroso intervenire sulla decarbonizzazione degli edifici investendo sul teleriscaldamento visto che il riscaldamento domestico, più che la mobilità, è la principale causa dell’inquinamento atmosferico con un incidenza del 60 per cento per le polveri ultra sottili”.

Purtroppo, in Italia lungaggini legislative continuano a ostacolare un comparto che rappresenta innegabilmente un fattore chiave per la transizione energetica. Il teleriscaldamento potrebbe infatti contribuire in modo importante alla diminuzione delle importazioni di combustibili fossili, grazie agli alti livelli di efficienza della produzione combinata di energia elettrica e termica, e partecipare alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili, al recupero di calore di risulta da processi produttivi e di conversione energetica.

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“Il teleriscaldamento – ribadisce Lorenzo Spadoni, presidente di AIRU – è realmente uno strumento efficace nel ridurre le emissioni climalteranti su scala globale e come associazione siamo pronti a sederci ai tavoli con le istituzioni per poter valorizzare questi aspetti e dare il nostro contributo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC”.