A Monteverdi Marittimo al via lo studio per l’ampliamento della rete di teleriscaldamento

In Toscana, nel cuore del territorio geotermico italiano, non si fermano l’attenzione e i progetti per l’espansione della rete del teleriscaldamento da fonte rinnovabile.

Nell’ultimo rapporto di Legambiente Comunità rinnovabili, che tratteggia lo scenario della generazione distribuita nel territorio italiano, sono censiti i 41 Comuni  100% Rinnovabili, ovvero quelle realtà territoriali autosufficienti dal punto di vista energetico, elettrico e termico. Di questi, solo 6 si trovano nel Centro e nel Sud Italia: si tratta dei 6 comuni geotermici della Toscana, tra cui spicca Monteverdi Marittimo, dove la giunta ha da poco dato il via allo studio di fattibilità per ampliare la rete di teleriscaldamento esistente.

Geo Energy Service (GES), la società che gestisce la rete comunale e Socio AIRU, sta infatti provvedendo a valutare i costi di costruzione dei nuovi tratti di doppio tubo interrato necessari per l’ampliamento e quante utenze potranno essere attivate; questo per stabilire se l’investimento è sostenibile in termini economico-ambientali.

Le zone raggiunte dall’eventuale ampliamento della rete di teleriscaldamento sarebbero quelle di Bagnoli e della Maremmana, e andrebbero ad aggiungersi al sistema di tubazioni lungo 20 km che porta calore proveniente dal sottosuolo al centro abitato di Monteverdi Marittimo e alla frazione di Canneto, con una volumetria riscaldata di 69.250 m3 per un totale di energia termica erogata di 6.429 MWh (dati 2018).

In Toscana, nota in tutto il mondo per le sue aree geotermiche, questa fonte alimenta le reti di teleriscaldamento anche nei Comuni di Castelnuovo Val di Cecina (PI), Chiusdino (SI), Monterotondo Marittimo (GR), Montieri (GR), Piancastagnaio (SI), Pomarance (PI), Radicondoli (SI) e Santa Fiora (GR), che insieme soddisfano più del 30 per cento del fabbisogno regionale di energia elettrica e portano calore a circa 6.000 utenze. Complessivamente, tra produzione di energia elettrica e fornitura di calore, la geotermia toscana consente di evitare l’immissione in atmosfera di 4 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 l’anno e un risparmio di un milione e 400 mila tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

 

Le reti di teleriscaldamento geotermico si confermano quindi come una delle tecnologie più adatte al miglioramento della qualità dell’aria legato al riscaldamento degli edifici che, in Toscana come nel resto d’Italia, insieme al traffico veicolare è responsabile dell’emissione dei principali inquinanti atmosferici.