Aggiornato al: 29/10/2020
Cergy-Pontoise rinnova la sua rete di teleriscaldamento. Un investimento di oltre 100 milioni di euro permetterà di renderla più efficiente e sostenibile.
A una trentina di chilometri dalla capitale francese, verso nord, un esempio di amministrazione lungimirante ed efficiente. Lungimirante, perché già negli anni ‘70 del secolo scorso ha visto nel teleriscaldamento il sistema più idoneo per riscaldare i centri urbani. Efficiente, perché nel 1996 la rete è stata collegata al vicino centro di trattamento e recupero dei rifiuti di Saint-Ouen l’Aumône per sfruttarne il calore prodotto.

Ora, il comune di Cergy-Pontoise ha fatto un altro importante passo verso una maggiore sostenibilità ambientale, dando il via all’ammodernamento e a un ulteriore efficientamento della rete.
L’amministrazione comunale ha infatti incaricato della gestione del sistema per i prossimi vent’anni Cenergy, società del Gruppo Coriance che gestisce circa 385 km di reti, con l’obiettivo principale di provvedere proprio al suo rinnovamento. Per renderlo più sicuro e affidabile Cenergy, con un investimento previsto di 111 milioni di euro, procederà durante i prossimi anni alla sostituzione del 60 per cento delle tubazioni, ovvero 30 dei 57 km della rete esistente, e modificherà a bassa pressione i 40 km attualmente ad alta pressione, limitando così la dispersione termica. Inoltre, per limitare le interruzioni del servizio in caso di perdite e garantire così la distribuzione del calore agli oltre 80.000 utenti, saranno sostitute 42 valvole di rete e adattate tutte le sottostazioni alla bassa pressione, rendendole comunicanti per poterle gestire da remoto.

Dopo il completo rinnovamento, almeno il 70 per cento del calore sarà prodotto da energie rinnovabili e da recupero, riducendo ulteriormente le emissioni di gas climalteranti. Attualmente la rete di teleriscaldamento di Cergy-Pontoise, che collega 33.000 edifici pubblici e privati sparsi nei centri di Cergy, Eragny-sur-Oise, Saint-Ouen-l’Aumône e Pontoise, con 344 GWh di calore distribuito consente di evitare l’emissione di quasi 41.000 tonnellate/anno di CO2.

