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Impronta ambientale certificata per il teleriscaldamento a Ferrara

Aggiornato al: 24/04/2020

Certificazione Carbon Footprint per il teleriscaldamento ferrarese. Uno studio di Hera e di Ergo ha certificato la riduzione dell’impatto ambientale sulla città di Ferrara. I risultati evidenziano che la fornitura di 1 chilowattora termico grazie al teleriscaldamento ha un peso di soli 122 grammi in termini di CO2 prodotta.

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Weighing scales with Fern (Pteris Fauriei) and Coal (Carbon)|||

Nonostante il periodo di stallo a livello nazionale e che riguarda da tempo l’intero settore del calore distribuito, arrivano spiragli confortanti dal territorio, piccoli segnali in controtendenza. È il caso del Gruppo Hera, che gestisce il teleriscaldamento nel ferrarese e che rinnova per il 2020 importanti investimenti per lo sviluppo del comparto. Dopo aver completato l’iter per rilevare la centrale di Casaglia per la coltivazione del giacimento geotermico presente nel sottosuolo ferrarese, la multiutility conferma l’impiego di 2,5 milioni di euro per estendere la rete al quartiere Barco.

La rete gestita dal Gruppo a Ferrara fa infatti ampio ricorso alla geotermia, una fonte rinnovabile che, associata al recupero del calore prodotto dal termovalorizzatore, fa sì che quasi il 90 per cento del calore distribuito nelle case della città sia green.

E proprio all’impianto estense è stata assegnata la nuova certificazione Carbon Footprint relativa all’impronta di carbonio. Secondo quanto determinato da uno studio congiunto di Hera e Ergo (spin-off dell’Università Sant’Anna di Pisa) e validato dall’organismo di certificazione SGS, il teleriscaldamento gestito da Hera ha contribuito alla riduzione dell’impronta ambientale sulla città di Ferrara, generando un impatto bassissimo, inferiore del 56 per cento rispetto a forme di riscaldamento tradizionali.

“La certificazione Carbon Footprint che il teleriscaldamento ferrarese ha ottenuto è la conferma della correttezza delle nostre scelte in questo settore – ha dichiarato Cristian Fabbri, direttore Mercato del Gruppo Hera. Scelte che hanno reso questa forma di riscaldamento, rispetto a quelle tradizionali, estremamente più sostenibile sotto il profilo ambientale. Un aspetto che anche i cittadini sapranno certamente cogliere e apprezzare”.

Il dato – oltre 22.000 tonnellate di CO2 risparmiate ogni anno nel ferrarese grazie al teleriscaldamento – è di assoluto rilievo. Per un termine di paragone, basti pensare che la CO2 prodotta da un chilowattora termico tradizionale (da caldaie domestiche) è pari a 270 grammi, più che doppio rispetto a quello del teleriscaldamento ferrarese (122 grammi).

La metodologia di calcolo utilizzata prevista dalla normativa europea from cradle to grave (dalla culla alla tomba) considera tutti i fattori coinvolti, anche le emissioni prodotte dalle caldaie a metano che – seppure in modo residuale – supportano la produzione convogliata dal teleriscaldamento. Nonostante le caldaie contribuiscano solo per il 16 per cento dell’energia totale, esse impattano per il 50 per cento sull’impronta emissiva in CO2. Detto altrimenti, la metà di quei 122 grammi deriva proprio da carburanti fossili.

È un segno che va letto in positivo: si può ancora e sempre migliorare per tutelare il futuro dell’ambiente e la vita umana.