Braga (PD): “Teleriscaldamento fattore chiave per la transizione energetica”

Aggiornato al: 02/03/2020

La capogruppo PD, On. Chiara Braga, in Commissione Ambiente e Infrastrutture denuncia il penalizzante ritardo nell’emanazione del decreto attuativo a sostegno della cogenerazione per teleriscaldamento. “Il settore è tra quelli che maggiormente possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Piano Energia e Clima (PNIEC)”.

“Esiste una strutturale criticità relativa alla qualità dell’aria, in particolare nella Pianura Padana, pesantemente esposta a fenomeni di ristagno delle polveri sottili per questioni di morfologia territoriale e di concentrazione di popolazione e attività produttive”.

È questo l’esordio dell’Interrogazione parlamentare su inquinamento atmosferico e politica ambientale presentata da Chiara Braga – Capogruppo PD nella Commissione Ambiente e Infrastrutture – nella Seduta di mercoledì 19 febbraio 2020.

La deputata lombarda prosegue citando un’analisi di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) del 2016, secondo cui il settore residenziale – in particolare il riscaldamento degli edifici – è il maggiore responsabile delle emissioni di polveri ultrasottili, con una quota del 60 per cento.

“Ancora oggi – prosegue Braga – il 70 per cento della domanda per riscaldamento e condizionamento è soddisfatta con fonti fossili, nonostante siano localmente disponibili ingenti quantità di calore di scarto che possono essere recuperate. Questo mediante sistemi di teleriscaldamento, il cui settore è tra quelli che maggiormente possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Piano Energia e Clima (PNIEC)”.

Il teleriscaldamento può favorire la diminuzione delle importazioni di combustibili fossili, grazie agli alti livelli di efficienza della produzione combinata di energia elettrica e termica. Può partecipare alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili, al recupero di calore di risulta da processi produttivi e di conversione energetica. Senza tralasciare il positivo apporto al miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani, grazie alla sostituzione degli impianti condominiali più inquinanti.

 

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Purtroppo per il nostro Paese, lungaggini legislative rischiano di ostacolare o addirittuta di bloccare un comparto che rappresenta innegabilmente un fattore chiave per la transizione energetica.

Con il decreto-legge 16 ottobre 2017 n. 148 si prevedeva infatti un regime di sostegno alla cogenerazione per teleriscaldamento, individuato nei Titoli di Efficienza Energetica. In tale decreto era anche previsto che il Ministro dello Sviluppo Economico definisse criteri e modalità di accesso al regime di sostegno entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge. Il decreto è stato convertito dalla legge 4 dicembre 2017 n. 172 entrata in vigore il 6 dicembre 2017, e che a sua volta ha fissato il termine di emanazione entro il 6 marzo 2018.

E arriviamo al 19 febbraio 2020…

“Quali sono le ragioni del ritardo nell’emanazione del sopracitato decreto attuativo, penalizzante rispetto allo sviluppo di una tecnologia con tale elevato potenziale di beneficio a livello energetico e ambientale?” si domanda l’onorevole Braga. “E quando (e se) il Ministro dello Sviluppo Economico intenderà emanarlo?”.

In attesa di risposte (che il settore, pazientemente, aspetta da tempo), il Presidente di AIRU Lorenzo Spadoni commenta così la situazione attuale: “Il teleriscaldamento è realmente uno strumento efficace nel ridurre le emissioni climalteranti su scala globale; al contempo consente di migliorare la qualità dell’aria – riducendo gli inquinanti – in ambito urbano. Come AIRU siamo pronti a sederci ai tavoli con le istituzioni per poter valorizzare assieme questi aspetti e per dare il nostro contributo alla definizione di quel quadro di regole certe che è la condizione necessaria per lo sfruttamento del potenziale disponibile e per mettere in moto il volano degli investimenti”.