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Pompe di calore e teleriscaldamento indispensabili per la piena implementazione del PNIEC

Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente, lo scorso 23 luglio, intervenendo a un’audizione in Commissione Territorio, ambiente, beni culturali. Sergio Costa ha sottolineato l’importanza di dare un peso crescente a queste due tecnologie, illustrando le (positive) reazioni di Bruxelles al nostro Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)

“Pompe di calore e teleriscaldamento avranno un peso crescente nelle politiche energetiche del nostro Paese”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (lo scorso 23 luglio) nel corso di un’audizione in Commissione Territorio, ambiente, beni culturali. L’audizione era stata indetta per presentare la proposta di Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, PNIEC, (di cui lo stesso Costa è uno dei tre firmatari) e, in particolare, le reazioni dell’Europa a questo documento.

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“A Bruxelles ci hanno detto, a voce, che quello italiano è tra i tre piani più ambiziosi, considerando tutti quelli presentati dai diversi Stati membri”, ha rivendicato con orgoglio il ministro.

“Per le rinnovabili termiche – ha aggiunto – l’obiettivo è di arrivare a uno share pari al 33 per cento al 2030, rispetto al dato storico del 18,9 per cento nel 2016. Proprio il settore termico, dunque, riveste un ruolo fondamentale per raggiungere i target generali di decarbonizzazione”.

Scendendo nel dettaglio Costa ha precisato: “Ad oggi c’è un chiaro problema ambientale generato dagli impatti emissivi degli impianti domestici alimentati a biomasse solide. Occorre quindi stabilire requisiti prestazionali sempre più stringenti, per la sostituzione degli esistenti o l’installazione di nuovi. Crescente peso dovrà essere dato alle pompe di calore e al teleriscaldamento, promuovendo l’integrazione con tecnologie quali il solare termico, le pompe di calore centralizzate, il recupero di scarti di energia termica, gli impianti di IV generazione”.

Per il video completo dell’audizione del Ministro Costa del 23 luglio 2019 sugli esiti del consiglio dell’Unione Europea sui cambiamenti climatici e PNIEC, seguire il link