Airu-insieme

Nel mondo il teleriscaldamento non lascia… anzi raddoppia!

Secondo l’ultimo studio Global Market Insight, nel 2024 il mercato globale (compreso il raffrescamento) raggiungerà il valore di 400 miliardi di dollari, rispetto ai 200 dello scorso anno. Diversi i driver che guideranno la crescita, nelle differenti aree del Pianeta.

Global Market Insight, società americana specializzata in indagini di mercato sui più svariati settori dell’economia, ha di recente puntato gli obiettivi sul comparto del teleriscaldamento e teleraffrescamento. Difficilmente le proiezioni di Global Market Insight puntano al ribasso. Ed è comprensibile: offrendo (a pagamento) indagini di mercato… meglio scommettere su settori economici effervescenti!

Anche l’analisi del District Heating&Cooling, dunque, è contraddistinta da una freccia che punta verso l’alto; a stupire in positivo per il teleriscaldamento è la sua inclinazione. Dal 2017 al 2024 il valore complessivo del mercato mondiale dovrebbe passare da 200 a 400 miliardi di dollari. ripresa

Merito di una combinazione di ingredienti: le norme ambientali più stringenti sulle emissioni (nei Paesi più industrializzati), una maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici, la valorizzazione del patrimonio immobiliare in fase di ristrutturazione, l’attenzione all’efficienza energetica, l’affermarsi di nuove tecnologie, la rapida urbanizzazione e industrializzazione (nelle economie in fase di transizione), il miglioramento delle condizioni di vita e del reddito medio (nei Paesi ancora in via di sviluppo), il divieto di importazione e vendita di apparecchi di condizionamento a basse prestazioni ambientali (per il teleraffrescamento).

200113010-002

Il report insiste molto sulle potenzialità del solar district heating and cooling che nel 2017 dovrebbe aver fatturato i 4 miliardi di dollari. Secondo lo studio, grazie alla spinta della Commissione Europea, i Paesi candidati alla maggiore espansione del settore teleriscaldamento sarebbero la Danimarca, la Germania, la Repubblica Ceca… e l’Italia. Nel suo complesso, il Vecchio Continente potrebbe puntare su una capacità aggiuntiva di 8.000 MW al 2020.