Weighing scales with Fern (Pteris Fauriei) and Coal (Carbon)

Le bioenergie europee fanno il tifo per il teleriscaldamento

Il Bioenergy Europe Statistical Report 2018 dedica un’ampia sezione al riscaldamento e sottolinea l’esigenza di incrementare la componente rinnovabile, pena il rischio di fallire gli ambiziosi obiettivi sottoscritti a Parigi. Il district heating già oggi si distingue per la sua componente verde. Ma può fare di più, usando la transizione dai fossili anche come leva competitiva per consolidare i rapporti con i propri clienti.

L’Europa delle bioenergie fa il tifo per il teleriscaldamento. Meglio, l’Europa delle bioenergie cerca nel teleriscaldamento un prezioso alleato per conseguire i propri ambiziosi obiettivi di crescita.

Ce lo dice l’esame della sezione dedicata al calore del Bioenergy Europe Statistical Report 2018, una miniera verde di dati e cifre (un po’ come il “nostro” Annuario AIRU).

Centrale di Maia Bassa

“La strategia di lungo termine di decarbonizzazione promossa dalla Commissione Europea – si legge – deve porre maggiore attenzione al settore riscaldamento. Per seguire la traiettoria che dovrà portarci a una economia zero carbon nel 2050 è indispensabile accelerare la transizione verso il calore da fonti rinnovabili; altrimenti i Paesi Membri rischiano di non centrare gli obiettivi di lungo periodo”.biomass chp

Per molti versi il teleriscaldamento parte già da una buona posizione. Considerando la situazione europea del district heating, attualmente nella UE a 28 Paesi (“godiamoci” ancora per poco la presenza nel gruppo della UK) la prima fonte per contributo (misurato in ktoe) è il gas naturale, con una quota superiore al 41 per cento.

Il gas è seguito proprio dalle biomasse solide (23 per cento ) e dai combustibili fossili solidi (17 per cento). Tutto sommato marginale l’apporto delle altre fonti: l’oil, la componente rinnovabile dei rifiuti solidi urbani, la componente non rinnovabile dei rifiuti solidi urbani, tutte appena al di sotto del 5 per cento. Nel complesso le rinnovabili sfiorano la soglia del 31 per cento.

Posa tubi - Stelvio - Annuario 2017

Ma occorre (e si può) fare di più, insistono i curatori dello Statistical Report 2018.

“Fino ad oggi nei sistemi esistenti la transizione da fonti fossili a rinnovabili è stata piuttosto lenta. Ma le cose stanno rapidamente cambiando. La Renewable Energy Directive ha previsto incentivi per l’uso di calore efficiente o rinnovabile, facilitando le scelte dei consumatori che vorranno abbandonare fonti fossili a favore di quelle verdi. Questo non solo potrà incoraggiare al cambiamento i consumatori individuali, ma spingerà anche gli operatori di impianti di district heating a passare alle rinnovabili per non perdere clienti”.

 

Il documento Statistical Report 2018 è disponibile in formato PDF