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IREN, da multiutility ad azienda nazionale (grazie anche al teleriscaldamento)

Durante l’evento Orientati al futuro 2. Strategie di sviluppo e valorizzazione dei territori, il presidente di IREN Renato Boero ha illustrato la fase di crescita che ha contraddistinto gli ultimi anni e – a maggior ragione – impegnerà da qui al 2024. “Non sono cambiati i valori, ma le sfide tecnologiche e il contesto”, ha dichiarato. Per poi ribadire, anche per voce dell’AD Massimiliano Bianco, la centralità del calore distribuito tra le eccellenze del suo Gruppo.

È stato un doppio compleanno quello festeggiato da IREN in occasione dell’evento Orientati al futuro 2. Strategie di sviluppo e valorizzazione dei territori, che si è svolto a Milano lo scorso 24 ottobre. “Festeggiamo dieci anni di vita nel 2020, ma in realtà abbiamo nelle vene un secolo di storia, quella delle aziende che hanno costituito il nostro Gruppo”, ha chiarito il presidente Renato Boero.

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“Siamo il 25° gruppo industriale italiano – ha proseguito – e il sesto player del settore energia. Produciamo l’87 per cento da fonti rinnovabili ed ecocompatibili, la nostra raccolta differenziata sfiora il 65 per cento e siamo il primo operatore nazionale nel teleriscaldamento, con 900 mila utenti serviti. A tutti gli effetti siamo un’azienda ormai nazionale, e come tale stiamo pensando di agire. In tutto ciò non sono cambiati i valori ma le sfide tecnologiche e il contesto”.

“Stiamo supportando la transizione energetica di piccoli centri e grandi città – ha aggiunto Boero – puntando alla riduzione dell’inquinamento grazie alla nostra leadership nel teleriscaldamento e agli investimenti nella mobilità elettrica. Proseguiamo nella riduzione dei consumi di risorse (anche attraverso l’allacciamento dei termovalorizzatori alla rete di teleriscaldamento), negli interventi sulla rete idrica (ma già adesso abbiamo tassi di perdita inferiori del 13 per cento rispetto alla media nazionale), nell’ammodernamento dell’illuminazione, nello sviluppo del digitale, nella riqualificazione del patrimonio immobiliare”.

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Presente all’evento, The European House – Ambrosetti nel sintetizzare i risultati ottenuti da IREN passando da multiutility ad azienda nazionale, ha assegnato al teleriscaldamento un ruolo proattivo. “IREN nel 2014 era al 37° posto in Italia tra le grandi imprese; da allora ha guadagnato 12 posizioni. Per tasso di crescita è quarta in Italia in assoluto, seconda nel proprio settore di riferimento. Alla base dello sviluppo, il modello dei 4 capitali: economico, ambientale, sociale-culturale, cognitivo. E tra le cinque voci prese in esame nel capitale ambientale spicca la prima posizione come operatore nazionale di riferimento nel teleriscaldamento”.

L’analisi di The European House – Ambrosetti ha poi evidenziato 8 sfide vinte sul territorio. “In merito al miglioramento della qualità dell’aria, il teleriscaldamento ha permesso di eliminare 35 mila caldaie equivalenti e di ridurre di 9 mila unità i giorni di lavoro persi per patologie correlate agli effetti dell’inquinamento. Grazie a rinnovabili, teleriscaldamento, gestione rifiuti, nel 2018 è stata evitata l’emissione in atmosfera di 2,5 milioni di tonnellate di CO2”.

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“Abbiamo voglia di crescere – ha rilanciato Massimiliano Bianco, AD di IREN – su una dimensione maggiore rispetto al passato, alzando la testa e guardando con orgoglio al nostro ruolo nazionale. Il futuro si giocherà sulla capacità di dare risposte alle sfide poste dalle città: l’estensione della rete di teleriscaldamento non rappresenta dunque solo una scelta industriale, ma una risposta al territorio con ricadute positive e misurabili in termini di qualità dell’ambiente. Ci sono evidenze che si tratta, infatti, di una tecnologia pienamente coerente con la necessità di ridurre l’impatto ambientale”.