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Il GSE firma il rapporto Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia

Pubblicata a inizio ottobre la prima edizione dello studio su teleriscaldamento e teleraffrescamento, che offre un’analisi della situazione aggiornata a fine 2017 e relativa all’intero territorio nazionale. Fondamentale nella raccolta delle informazioni statistiche la collaborazione con AIRU.

Ormai è sempre più difficile – e per certi versi improprio – affrontare il problema della climatizzazione degli immobili pensando solo alla componente invernale del riscaldamento. In termini di fabbisogno energetico, al contrario, la voce di maggiore sviluppo attuale e potenziale è quella del condizionamento nei mesi più caldi dell’anno. I due estremi del termometro non possono più essere valutati in maniera disgiunta.

Lo dimostra anche la scelta, operata dal GSE, di pubblicare a inizio ottobre la prima edizione dello studio Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia, con un’analisi della situazione aggiornata a fine 2017 e relativa all’intero territorio nazionale.

 

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“Con la diffusione degli impianti e delle reti, nonché degli impatti che ne derivano sui sistemi energetici ed economici territoriali – si legge nell’introduzione del Rapporto – è aumentata la domanda di dati e informazioni statistiche sul fenomeno del teleriscaldamento e teleraffrescamento da parte delle istituzioni, degli analisti, dei diversi stakeholder. A livello internazionale, ad esempio, la Direttiva 2012/27/CE (Direttiva EED)1 ha richiesto la predisposizione da parte degli Stati Membri di uno studio sul potenziale di sviluppo del settore; dal 2017 inoltre, Eurostat, ha avviato una raccolta di dati ad hoc, aggiuntivi rispetto a quelli sul calore venduto a terzi – calore derivato – già richiesti dalle statistiche ordinarie”.

“Le fonti informative, opportunamente integrate fanno riferimento in particolare all’AIRU, che effettua annualmente una rilevazione presso i propri associati, illustrandone i risultati in uno specifico Annuario; allo stesso GSE, che a sua volta conduce rilevazioni presso alcune categorie di impianti e di operatori, a integrazione di quelle svolte da AIRU e in collaborazione con la stessa Associazione; agli archivi amministrativi di diverse Regioni e Province autonome”.

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Vale la pena ricordare che l’ultima edizione dell’Annuario AIRU – il Riscaldamento Urbano è stata distribuita a oltre 1.500 stakeholder del settore: utility, aziende fornitrici di componenti e servizi, pubbliche amministrazioni, enti locali, Governo, Università e centri di ricerca.

Lo studio del GSE sottolinea anche come “in gioco, e a brevissimo periodo, c’è anche la definizione finale del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, presentata alla Commissione nel gennaio 2019, che ha assegnato al teleriscaldamento e teleraffrescamento un ruolo significativo di crescita da qui al 2030”.

 

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