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Il Governo dà scacco matto alla geotermia

L’allarme lanciato dall’UGI: il nuovo schema di decreto legislativo Fer 1 predisposto dal MISE cancella gli incentivi a una fonte energetica, la geotermia, che in Italia ha una storia più che secolare. Se non corretta, questa scelta rischia di condannare a morte un intero settore industriale.

“Chiediamo al Governo di non condannare a morte un intero settore industriale”. Le parole dell’Unione Geotermica Italiana (UGI) non lasciano margini di interpretazione sulla gravità (e sull’urgenza) della situazione che sta vivendo un comparto che ha fatto la storia dell’energia in Italia.

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“Il nuovo schema di decreto legislativo Fer 1 predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico – denuncia in una nota Adele Manzella, presidente UGI – cancella gli incentivi finora garantiti alla produzione di energia elettrica da fonte geotermica. È un paradosso: si è giunti a questa scelta proprio quando il clima politico appare fortemente orientato all’uso di risorse rinnovabili, dimenticando che già cento anni fa l’Italia insegnava al resto del mondo come produrre elettricità coltivando il calore della Terra”.

La produzione elettrica da geotermia è stata etichettata da qualche sparuto (ma influente) gruppo di pressione come “a rischio ambientale”, nonostante i controlli e i monitoraggi eseguiti da Enti istituzionali nazionali e regionali abbiano più volte indicato il contrario. Tanto è bastato per mettere all’indice l’intero comparto (che, per inciso, coinvolge migliaia di posti di lavoro).

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“L’Unione Geotermica Italiana – prosegue Adele Manzella – ha già inviato a Ministeri e Regioni lettere di preoccupazione e richiesto incontri tecnici per fornire informazioni, senza risposta. Ora chiediamo al Governo di non danneggiare ulteriormente una produzione da fonte rinnovabile e un intero settore industriale, che già da anni incontra difficoltà allo sviluppo di una produzione energetica, la stessa che all’estero progredisce e ha successo, spesso con risorse molto meno pregiate di quella italiana”.