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È The Hauge la “doppia” capitale europea del geotermico

Il prossimo giugno la cittadina olandese ospiterà l’edizione 2019 dello European Geothermal Congress. E annuncia: dal 2040 il 50 per cento del calore consumato sarà di origine geotermica.

Appuntamento dall’11 al 14 giugno in Olanda, nella città di The Hauge, all’edizione 2019 dello European Geothermal Congress (ECG), evento a cadenza triennale. L’associazione europea di riferimento per il geotermico (EGEC) considera questa manifestazione come “una occasione unica per gli stakeholder del settore per fare il punto sulla situazione del comparto e per trovare una strada comune – accademia, industria, settore finanziario, utility, policy maker – per progredire”.

The Hauge pare essere il classico candidato ideale. La città ha dichiarato l’intenzione di diventare carbon neutral entro il 2040 e di credere in questo obiettivo grazie proprio all’apporto atteso dalla fonte geotermica. Nei prossimi 5 anni sono almeno 4 gli impianti di sfruttamento della sorgente geotermica che dovrebbero entrare in funzione nella città olandese.

Ma le ambizioni, annunciate dal vicesindaco Joris Wijsmuller, vanno ben oltre: “Il geotermico è la chiave del successo per raggiungere l’obiettivo in un modo sostenibile anche da un punto di vista economico. La nostra aspettativa è quella di poter soddisfare, entro i prossimi 22 anni, metà dell’intera domanda di calore della città grazie al geotermico”.

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“Continuiamo ad aspettarci che le applicazioni legate al geotermico possano soddisfare una parte significativa della futura domanda di calore – hanno aggiunto i promoter dell’ECG – sia in ambito domestico che industriale”.

L’impiego della sorgente geotermica in Olanda ha beneficiato di una crescita definita tremendous negli anni più recenti, soprattutto grazie allo sviluppo di un apposito quadro di riferimento normativo e di facilitazione degli investimenti. Ad oggi, risultano operativi 16 grandi impianti geotermici di distribuzione del calore, oltre a 50 mila sistemi di riscaldamento individuali.

Nonostante questo primato locale, gli organizzatori insistono sulla dimensione europea dell’evento e sulla sua capacità di coinvolgere tutta la filiera, dalla ricerca alla politica, dall’education all’industria, dalle istituzioni finanziarie al settore della comunicazione.