AST - vista notturna

Che sia la volta buona? Terni è pronta al “taglio del nastro” del teleriscaldamento

La promessa dell’assessore Enrico Melasecche è netta: “Intendiamo porre rimedio a una vicenda ventennale, ecco un altro tassello della città che riparte”. Dal canto suo, AST (Acciai Speciali Terni) conferma la disponibilità a fornire il calore. Potrebbe così mancare solo il nome del gestore.

“Un altro tassello di una città che riparte. Intendiamo porre quanto prima rimedio a questa ventennale vicenda e tagliare il nastro di una idea vincente nata nel secolo scorso che questa giunta intende onorare. È ormai da troppo tempo scaduto il termine per dare una soluzione al problema”. È ancora presto – forse – per dire con certezza che questa è davvero la volta buona. Tuttavia, le parole di Enrico Melasecche, assessore alla Programmazione Strategica, Urbanistica, Smart City, Lavori Pubblici del Comune di Terni non lasciano certo dubbi di interpretazione.

L’idea da onorare è quella del teleriscaldamento che, effettivamente, ha tenuto fino ad ora (e per una ventina di anni) la città umbra, per così dire, con il fiato sospeso.

“Vari imprenditori – ricorda Melasecche – versarono cifre ragguardevoli per contribuire a quella realizzazione e migliaia di cittadini credettero alla promessa che una parte del calore prodotto dalle acciaierie, piuttosto che disperdersi in aria, potesse riscaldare interi edifici del Quartiere di Borgo Bovio fino a giungere alle ex Officine Bosco del nostro Centro Multimediale”.

Flexwell DH cable - Brugg RohrsystemLa cronaca locale ha invece raccontato in questi quattro lustri la storia di un impianto realizzato come infrastruttura di base, tuttavia mai acceso e fatto funzionare davvero.

Ora il dossier sembra dunque riaperto e Acciai Speciali Terni ha confermato a stretto giro di posta la disponibilità ad essere della partita, per voce del direttore di stabilimento Massimo Calderini. “Per quanto ci riguarda, il teleriscaldamento può tranquillamente partire. Noi siamo pronti e a disposizione, ma è bene ricordare che all’interno del recinto del nostro sito insiste solo il 10 per cento della struttura necessaria, mentre il restante 90 è di competenza comunale”.

In base al progetto preliminare, il teleriscaldamento a Terni avrebbe dovuto raggiungere fino a 4 mila abitazioni e alcuni immobili pubblici, scuola compresa. Lo stato di stallo, nel frattempo, ha ovviamente costretto i più a montare impianti autonomi a gas, per cui ora qualcosa andrà necessariamente ritarato. Occorrerà anche identificare un soggetto gestore di livello adeguato.

Ma, adesso, il teleriscaldamento è divenuto un impegno da onorare.